Piano di Sorrento, Domenico Cinque ricorda Geppino Russo nel giorno della sua scomparsa: “Ultimo testimone di un’epoca che non tornerà più”

Piano di Sorrento. L’impiegato comunale ed istruttore amministrativo Domenico Cinque ricorda la scomparsa di Geppino Russo con un post sulla sua pagina Facebook: «Oggi ci ha lasciato Geppino de “La Tombola” come tutti noi lo conoscevamo. Ho avuto la fortuna di conoscerlo sin da quando ero piccolo, per mio padre era come un fratello e quindi per me era quasi un parente. Grande imprenditore e politico lungimirante, prima nella DC poi nel Partito Repubblicano. Il suo ristorante “La Tombola” era uno dei simboli di Piano, con un po’ di fortuna si poteva anche non pagare il conto se si estraeva dal panariello il numero de tavolo (da lì il nome del ristorante). Negli anni ‘70 fu presidente della Pro Loco, grazie a lui furono anni d’oro per il nostro paese, in questa veste organizzò gli ancora insuperati “Incontri Internazionali del Folcklore” in cui confluivano in penisola gruppi tradizionali da ogni parte d’Europa, le divertenti “Caccia al Tesoro” che coinvolgevano tutto il paese in una tre giorni imprevedibile, le prime “Via Crucis Arte” che furono ideate da papà ed organizzate da Lorenzo Piras e dalla sua Pro Loco. Sempre come Presidente della Pro Loco diede alle stampe il primo “vademecum del turista” con una serie di informazioni utili per chi soggiornava a Piano di Sorrento, esperienza purtroppo mai più ripetuta. Anni d’oro per Piano perché in quegli anni vi era un gruppo di persone capaci e di cultura che si adoperavano senza secondi fini per il nostro paesello. Oltre Geppino e mio padre mi piace ricordare Lorenzo Piras e il comandante Pietrantonio Iaccarino ed un po’ tutti coloro che ruotavano intorno al vero e unico centro culturale di Piano di Sorrento, la tipografia “La Moderna”. Geppino poi fondò “Il Carottese” un periodico di informazione sui fatti carottesi che veniva recapitato ad ogni famiglia. In occasione del terremoto del 1980 non esitò ad aprire a tutti coloro che avessero bisogno il suo ristorante ospitandoli per le notti in cui era impossibile ritornare a casa. Fu per molte consiliature consigliere ed assessore del nostro comune sino a divenirne Sindaco alla fine degli anni ‘90. Era persona rigorosa ma anche originale, negli anni ‘70 possedeva come animale da compagnia un leone, pochi mesi fa ebbi il coraggio di chiedergli come lo avesse avuto e lui mi disse, come se fosse la cosa più normale del mondo, che era andato allo zoo e vista una cucciolata dei graziosi felini chiese al custode se poteva averne uno…. Ecco questo era Geppino, forse ultimo testimone di un’epoca che non tornerà più, un’epoca in cui a Piano si respirava cultura a pieni polmoni quasi senza accorgercene, tra folcklore ed arte, in cui potevi imbatterti in Michele Prisco o Domenico Rea, in cui gli artisti esponevano le loro opere in vie e vetrine, una Piano che rimpiango…..».

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