Per la messa di Natale fate nascere Gesù due ore prima

Nel governo non piace a tutti l’idea del ministro degli Affari regionali Francesco Boccia di spostare le lancette dell’orologio in modo da far nascere Gesù Bambino due ore prima. L’ironia, «da cattolico», del ministro riflette però il dibattito che c’è stato ieri nella riunione con i capidelegazione di maggioranza nella quale si è discusso del nuovo Dpcm che il 4 dicembre dovrà sostituire quello in vigore.
Nella riunione che il premier Giuseppe Conte ha avuto con i ministri Dario Franceschini (Pd), Alfonso Bonafede (M5S), Teresa Bellanova (Iv), il ministro della Salute Roberto Speranza (Leu) e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro non si è entrati nel dettaglio, ma su come dovrà essere il «Natale diverso» le distanze restano.

Anche se nessuno intende ripetere gli errori estivi, non tutti sono d’accordo sulla necessità di un nuovo giro di vite soprattutto nei giorni centrali delle feste natalizie. Ieri sera Conte, parlando al Tg5, ha fatto riferimento proprio ai dati confermando la linea sin qui seguita: si apre e si chiude in base ai numeri. «Domani (oggi ndr) – ha spiegato il presidente del Consiglio – è una giornata importante: mi aspetto un Rt che è arrivato all’1, sarebbe un segnale importante», «mi aspetto anche che molte Regioni che ora sono rosse diventino arancioni o gialle».
Quindi, se oggi i dati lo permetteranno, anche la Lombardia potrebbe cambiare colore e passare da rosso ad arancione. Un quadro in evoluzione e che per Conte è destinato a cambiare anche dopo il varo del nuovo Dpcm. È per questo che, per evitare scontri e polemiche, prende quota l’idea di fissare la scadenza del nuovo decreto al 20 dicembre – non coprendo quindi il periodo prettamente natalizio, così come hanno fatto Germania e Francia – in modo da consentire al governo di fare un nuovo punto a ridosso della settimana clou delle feste.
Alcune scelte, come la chiusura di scuole e impianti da sci, saranno già nel decreto del 4 dicembre che dovrebbe – oltre a confermare la divisione in tre fasce – permettere la riapertura dei centri commerciali nei festivi e un possibile allungamento degli orari dei negozi. Resterebbero anche i divieti di spostamento tra regioni di colore diverso così come l’obbligo di quarantena per chi viene dall’estero sprovvisto di tampone effettuato nelle 72 ore precedenti. Verrebbero quindi rinviate le disposizioni relative alla notte di Natale e a quella di Capodanno, anche se le indicazioni che provengono dal ministero della Salute sono molto precise ed auspicano il mantenimento del coprifuoco alle 22, se non alle 21, e quindi il divieto di uscita anche per la messa di mezzanotte.
Una linea dura che non piace a renziani e grillini, che lascia perplesso Conte e che spinge palazzo Chigi a prendere tempo in vista di una possibile ed ulteriore riduzione dei contagi che potrebbe permettere qualche progressivo e piccolo allentamento da valutare solo dopo il 20 dicembre. Pur lasciando vietate le feste e gli oceanici raduni familiari, potrebbero aprirsi i confini regionali e il coprifuoco spostato di qualche ora, rispetto alle attuali 22, sia nella notte di Natale che di Capodanno. Per arrivare a tale obiettivo la speranza di Conte è quella di avere per metà del prossimo mese tutte, o quasi, le regioni in zona gialla.
LE RACCOMANDAZIONITra divieti e raccomandazioni, come quella di non allestire tavolate con più di otto persone, lo slalom non sarà facile anche perché alcune regioni, come la Campania e il Friuli Venezia Giulia, hanno una discesa dei contagi molto più lenta di altre e c’è sempre il rischio che alcuni presidenti di regione decidano di inasprire le indicazioni che il governo intende mettere nel prossimo Dpcm.
La nuova riunione di oggi che Conte avrà con i capidelegazione non sarà però decisiva anche perché il governo deve incontrare di nuovo i governatori anche alla luce dei dati che sempre oggi fornirà il Comitato tecnico Scientifico e che potrebbero permettere ad alcune regioni di cambiare colore e a Conte di cantare una seppur timida vittoria.
Marco Conti

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