Penisola Sorrentina: i dipendenti delle strutture sanitarie della Asl Na 3 sud verso lo sciopero. “Non siamo rispettati!”

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Penisola sorrentina. Riportiamo le parole di Riccardi Luigi,  il rappresentante sindacale della U.L.S.S.A. Si va verso lo stato di agitazione.
Prossima alla proclamazione  di  una prima giornata  di  sciopero per le lavoratrici e i lavoratori addetti si servizi di pulizia,  sanificazione e  igienizzazione delle strutture sanitarie della Penisola Sorrentina attinenti alla Asl Na 3 sud. La scrivente organizzazione sindacale U.L.S.S.A.  ha attivato in data 5 novembre  lo  stato di agitazione  ed  avviato la   procedura  di raffreddamento  nel rispetto della Legge n. 146/90 , legge n.83/2000 e  ss.mm.ii. –  per mancata    consegna  DPI  e  divise  da  lavoro , mancata informativa  e condivisione  piano  prevenzione  contagio covid-19.
Avendo inviato ben 4 missive  e richieste d’incontro  alla società Fulgente srl affidataria  dei servizi e non ricevendo  alcun riscontro  in merito per  le tematiche  oggetto della procedura  di raffreddamento e lo stato di agitazione , inevitabilmente  e nostro malgrado, purtroppo saremo costretti a proclamare una gionata di sciopero non appena saranno scaduti i termini previsti per la fase 2 della procedura di raffreddamento.
Riteniamo che tali atteggiamenti delle società hanno di fatto violato i principi della nostra carta costituzionale (art. 39 ), della carta dei principi fondamentali europea, carta sociale dell’ unione europea e anche le leggi regolamentate dall’ organismo internazionale del lavoro c.d. O.I. L.  Tali azioni sindacali  che metteremo in atto scaturiscono   per  la  mancanza  di riscontro e  e il persistere  delle  rivendicazione  da  parte  dei  lavoratori nostri associati ;  mancata  consegna  di divise  da lavoro,  degli  adeguati  dpi , costituzione di  un  comitato  anticovid ,   condivisione  di un   piano   attuativo  nel  rispetto di   quanto  previsto  dal  DPCM del 26 / 04 /2020  e  dai  protocolli   previsti per  la  prevenzione  da  contagio  covid-19  a  tutela  della  salute  dei lavoratori   sui  tutti i luoghi  di lavoro e  per  tutte  le attività lavorative, sia  per  la organizzazione  del lavoro e  dei piani di lavoro  per  ogni singolo lavoratore.
La tensione tra le maestranze  è  aumentata  poiché nelle ultime ore, una lavoratrice  madre iscritta  alla nostra sigla  sindacale, si è  visto negare il sacrosanto diritto di poter accudire i propri  figli  (come consentito dalle leggi in materia di conciliazione vita e lavoro per le lavoratrici madri), poiché  aveva fatto richiesta  di poter lavorare  nella fascia  oraria  dalle ore 14:00 alle ore 16:00 , accolta la richiesta  il venerdì scorso , mentre nella giornata di ieri riceveva un ordine di servizio  dalla referente aziendale , la quale  revocava il turno pomeridiano  , mettendo in difficoltà  la lavoratrice , poiché la stessa , avendo ben 4 figli di età  minore  e visto la chiusura  delle scuole chiedeva di poter accudire  i propri  e di lavorare dalle 14:00 alle 18:00, invece la referente  aziendale ha inserito nella fascia  oraria  richiesta  due lavoratori tra l’altro  assunti con contratto part time.
Non esiteremo ad attivare azioni  di  tutela  a salvaguardia dei diritti umani , lavorativi e sociali a tutela  dei lavoratori  e delle lavoratrici madri, infatti stamattina  il nostro legale ha già attivato le azioni a tutela  della  lavoratrice madre.

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