Nuovo Dpcm, Conte: superiori a distanza e limiti agli spostamenti tra regioni

Conte: in Dpcm 3 scenari, decide Ministero salute. Tutte le superiori in didattica a distanza. Limiti a spostamenti tra regioni. «Siamo costretti a intervenire in un’ottica di prudenza e massima preoccupazione» con misure «per una più stringente capacità contenitiva del contagio». Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte parlando in Aula alla Camera. Gli interventi, ha spiegato, saranno più mirati e con la possibilità di agire con un regime differenziato su base regionale. «Nel prossimo dpcm indicheremo 3 aree con tre scenari di rischio con misure via via più restrittive – ha detto -. L’inserimento di una Regione avverrà con un’ordinanza del ministro della Salute».

Il capo del governo è intervenuto a Montecitorio al termine di una mattinata che lo ha visto fare il punto con i capidelegazione della maggioranza, prima di raggiungere la Camera. In quell’occasione la soluzione che era emersa era quella di un coprifuoco a livello nazionale alle 21. Sono state ore di trattative frenetiche, sia all’interno del governo, sia tra Stato e regioni. Sullo sfondo, il nuovo Dpcm con ulteriori misure restrittive per il contenimento della crescita dei contagi Covid-19. È il momento del “taglia e cuci”: dentro una misura, fuori un’altra.

Tra le altre soluzioni che potrebbero entrare nel Dpcm, l’interruzione della mobilità tra le regioni (salvo motivi di lavoro), la chiusura dei musei (confermata dal ministero dei Beni culturali Franceschini) e quella dei centri commerciali nel fine settimana, limitazioni per gli over 70 (anche se l’associazione di geriatri italiani si raccomanda di evitarle).

Al centro della discussione anche una possibile chiusura dei ristoranti la domenica, scelta contro la quale si è espressa la ministra delle Politiche Agricole Teresa Bellanova, ribadendo la posizione di Italia Viva sul tema. La stessa Bellanova si è detta favorevole a un coprifuoco non prima delle 22.

Braccio di ferro tra governo e regioni

Il quadro, ancora una volta, è quello di un braccio di ferro : da una parte il governo; dall’altra i governatori. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è contrario a un coprifuoco nazionale: spinge per individuare delle “zone rosse”, sulla base della diffusione del virus sul territorio fotografata dall’indice Rt (l’indice di trasmissione). Se il parametro è superiore a 1,5, scatta in maniera automatica il lockdown. I governatori premono invece affinché vengano individuate regole da applicare a livello nazionale.

Conte, strategie misure da modulare in base a Regioni

«Alla luce dell’ultimo report di venerdì e della situazione particolarmente critica in alcune regioni siamo costretti a intervenire in una ottica di prudenza per mitigare il contagio con una strategia che va modulata sulle differenti criticità» delle Regioni, ha messo in evidenza Conte in un intervento alla Camera . «Il governo è sempre stato e sempre rimarrà consapevole della piena responsabilità di fronte al paese di fronte a ogni decisione per la salvezza del paese», ha sottolineato. «Il quadro epidemiologico è in via di transizione verso lo scenario 4 con particolare riferimento ad alcune regioni -, ha aggiunto -. Ci sono specifiche criticità in Regioni e province autonome. L’rt nazionale è a 1,7 ma in alcune regioni ovviamente il dato è superiore. Esiste un’altra probabilità che 15 regioni superino le soglie critiche nelle aree delle terapie intensive e delle aree mediche nel prossimo mese».

«Le misure devono essere necessariamente nazionali, perché dalla Valle d’Aosta alla Calabria il virus c’è ovunque e sta crescendo ovunque», ha sottolineato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio alle telecamere di Sky TG24.

La posizione emersa in occasione dell’incontro tra il premier e i capidelegazione della maggioranza va nella direzione di quanto chiesto dalle regioni. «Gli interventi saranno uniformi – ha spiegato, sempre a SkyTG24, il Sottosegretario al ministero del Lavoro, Francesca Puglisi -. Poi, come scritto nel precedente Dpcm, nella propria autonomia ciascun ente locale può prevedere anche restrizioni ulteriori. Le restrizioni saranno nazionali, poi magari c’è anche la volontà di fare una distinzione tra quelle regioni che hanno già superato l’Rt 2 da quelle che hanno indici più bassi. Ma le misure saranno nazionali, come per esempio il coprifuoco alle 21 per tutto il territorio nazionale. Purtroppo – ha concluso Puglisi – dobbiamo sacrificare la didattica in presenza, modificandola in didattica a distanza, per tutte le scuole di secondo grado e si sta discutendo in queste ore se farlo anche per la terza media».

Mattarella sente Bonaccini e Toti

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha avuto questa mattina un colloquio con il presidente e il vice presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini e Giovanni Toti. L’incontro, originariamente previsto di presenza, si è svolto in videoconferenza. Nel corso della conversazione in videoconferenza è stato ribadito il ruolo decisivo delle Regioni nel fronteggiare la pandemia. Ed è stata auspicata la più stretta collaborazione tra tutte le istituzioni dello Stato. Il presidente della Repubblica ovviamente non è entrato nel merito delle misure concrete.

Nuovo vertice esecutivo-governatori

È in corso il vertice tra il governo e le Regioni per tentare di trovare una linea comune sulle nuove misure da adottare per frenare la nuova ondata del Covid. Alla riunione in videoconferenza, convocata dal ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia, oltre ai governatori e al presidente dell’Anci Antonio Decaro, sono presenti il commissario straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri e il direttore delle emergenze del Dipartimento della Protezione Civile Luigi D’Angelo.

Il Trentino torna indietro su palestre, bar e ristoranti

Intanto, mentre il paese va verso misure più restrittive, sulle palestre aperte negli istituti scolastici e sugli orari di chiusura di bar (alle 20) e ristoranti (alle 22) il Trentino torna sui suoi passi. I locali, perciò, chiuderanno alle 18, come nel resto d’Italia. Decade quindi il provvedimento precedente, quello impugnato dal Governo. Con un’ordinanza approvata ieri ed in vigore da oggi, 2 novembre, il presidente della Provincia autonoma, Maurizio Fugatti, ha infatti messo in evidenza che è «opportuno in questa fase rendere coerenti ed omogenei con la normativa nazionale le misure provinciali più ampliative rispetto a quelle disposte dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 24 ottobre 2020».

Fonte: Il Sole 24 Ore

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