Negli Stati Uniti eseguita l’ottava condanna a morte federale del 2020

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Negli Stati Uniti, dopo 17 anni di sospensione, quest’anno sono riprese le condanne a morte federali su indicazione di Trump. E la scorsa notte in Indiana, nel carcere di Terre Haute, è stata eseguita l’ottava condanna del 2020. Ad essere giustiziato, dopo che la Corte Suprema ha respinto l’ultimo appello, e stato il 49enne afroamericano Orlando Hall, condannato a morte nel 1994 per aver rapito, stuprato ed ucciso una 16enne, sepolta ancora viva. L’accusa aveva sostenuto che la ragazza era stata rapita dalla banda di cui Hall faceva parte con lo scopo di punire il fratello per uno sgarbo in un traffico di droga. Orlando Hall – come riporta Adnkronos – ha sempre ammesso di aver partecipato al delitto e dopo la condanna aveva più volte espresso il proprio rimorso. I legali difensori del 49enne hanno sostenuto con forza la tesi che all’epoca Hall non ebbe un processo equo in quanto non ricevette assistenza adeguata da parte dell’avvocato di ufficio ed il giudice impedì la nomina di giurati afroamericani.

Con l’esecuzione capitale di Orlando Hall è stata violata la consuetudine di sospendere le esecuzioni delle condanne a morte nel periodo di transizione fra un presidente e l’altro, al fine di consentire al nuovo capo della Casa Bianca di decidere in merito.

 

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