Napoli verso il lockdown. L’idea del sindaco: “Divieto di spostamento pedonale”

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Il sindaco Luigi de Magistris ha deciso: Napoli va fermata, bloccata, limitata. Una delle tante ipotesi, quella considerata al momento la più probabile, è che venga decretato il divieto di spostamento pedonale, una delle armi a disposizione dei sindaci. Ci si potrà muovere in auto ma sarà vietato passeggiare e assembrarsi, questa per ora sarebbe la possibilità più accreditata, anche se la questione è tutta in divenire e i nuovi progetti si manifestano ad ogni piè sospinto. L’unica certezza è che la città verrà bloccata spiega Il Mattino.

Lo annuncia ormai da due giorni il sindaco de Magistris che sta mettendo a punto la soluzione migliore per chiudere in gabbia il virus senza violare le norme nazionali e regionali. La decisione su un totale lockdown non può prenderla un primo cittadino da solo, però le possibilità di intervento con ordinanze locali possono essere infinite e il sindaco, assieme alla sua ristretta cerchia di persone fidate, tra una ospitata in tv e l’altra in radio, le sta vagliando una ad una per arrivare al giorno stabilito, domani, con un testo inattaccabile.

L’ipotesi più vicina alla realtà è che tutto prenderà il via da una dichiarazione ufficiale di “città in stato di emergenza sanitaria”, documento che un sindaco può, anzi deve, firmare quando si rende conto che la situazione è insostenibile. Quindi il primo atto ufficiale, in vista delle restrizioni promesse dal sindaco, è trasformare Napoli in una città in stato d’emergenza.

Sulla scorta della dichiarazione d’emergenza sanitaria possono, poi, partire più opzioni per limitare la diffusione della malattia. Attualmente quella suggerita dall’ultimo Dpcm, cioè decidere la chiusura di strade o piazze eccessivamente affollate, non sembra piacere a Dema, il quale ha spiegato a più riprese che, vietata una strada, la gente va ad affollarne un’altra, sicché l’esercizio diventa inutile. È alla luce di queste riflessioni che sarebbe maturata l’ipotesi del divieto di circolazione pedonale esteso a tutto il territorio cittadino.

A dire la verità il sindaco di Napoli, che è anche sindaco metropolitano e cioè di tutta la Provincia, aveva pensato (e non è detto che non lo stia facendo ancora in queste ore) di organizzare un provvedimento generalizzato da estendere anche ad ogni comune in provincia del capoluogo: sarebbe stata una maniera per evitare il sovraffollamento dei week end al quale partecipano con intensità anche persone che vengono dalle cittadine limitrofe. L’ipotesi dell’ordinanza multi-provinciale, però, sarebbe tramontata di fronte al progetto di limitazione agli spostamenti pedonali sul territorio partenopeo. In sostanza l’idea è che non potendo muoversi a piedi, anche le persone che eventualmente arrivano dai comuni della provincia non possono contribuire agli assembramenti di Napoli; però possono continuare liberamente a muoversi sui rispettivi territori per i quali potranno essere i singoli sindaci, come sta avvenendo in molte località, a prendere decisioni ad hoc.

Il caso-Napoli sta diventando centrale per l’intero Paese. Nel pomeriggio di ieri lo stesso premier Conte ha fatto riferimento alla situazione della città durante la riunione con i capi delegazione a Palazzo Chigi: «Siamo lo Stato – ha detto Conte – e se ci sono segnalazioni diffuse di criticità sulle strutture sanitarie della città di Napoli serve dare un segnale». Proprio dalla riunione di palazzo Chigi è trapelato che il governo starebbe valutando di rafforzare la presenza dell’esercito e della protezione civile a Napoli per dare sostegno alla gestione dell’emergenza. Sul fronte locale, invece, non ci sono segnali di sussulto: i vigili sostengono di non essere stati allertati e di non avere avuto ancora nessun ordine per gli eventuali controlli sui divieti alla circolazione pedonale.

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