Napoli e Sassuolo uguali e così diversi come i loro tecnici

Gattuso ha vinto gli ultimi 4 confronti diretti contro De Zerbi:
2 con il Milan nel 2018-19 (4-1 e 1- 0) e 2 con il Napoli nel 2019- 20 (2-1 e 2-0).
Le sfide in totale sono 8 e contano un’altra vittoria per Gattuso (nel primo confronto, PisaFoggia 4-2 del 2016), due pareggi e una vittoria per De Zerbi (Milan Benevento 0-1 nel 2017-18)
Il Sassuolo è la squadra con la percentuale media di possesso palla più alta della Serie A: 63,2%.Il Napoli è quarto con il 58,06%
Il Sassuolo ha il secondo miglior attacco del campionato dietro all’Atalanta che però ha una partita in più. Il Napoli è quarto con 14 gol ma non è andato in campo contro la Juventus

ià in quel torrido playoff si erano affrontati allo specchio,ognuno con le proprie caratteristiche,allora molto più simili al loro carattere. Quel Pisa-Foggia fu 4- 3-3 contro 4-3-3: per Gattuso e De Zerbi è stato a lungo il sistema di riferimento. Ma gli anni sono passati, entrambi hanno studiato, cambiato, perfezionato. Ed entrambi sono approdati in modo quasi definitivo al 4-2-3-1, interpretati omunque con caratteristiche diverse. NapoliSassuolo sarà affascinante anche per questo: una battaglia tattica tra due allenatori che hanno come obiettivo il dominio del gioco e la porta avversaria.Occupazione dell’area A lungo Gattuso è stato identificato, erroneamente, con il suo ioda calciatore: grinta, rottura delle giocate avversarie, contenimento. Ma le sue squadre sono sempre state molto di più. Non è un difensivista, Rino, anzi gli piace comandare e cercare il gol:diciamo però che il Napoli, come prima il Milan, si è sempre espresso meglio quando può contenere e ripartire in velocità.Da lì è partito per ricostruire l’ambiente dopo la spaccaturacon l’ultimo Ancelotti. E una volta sistemata quell’aspetto si è dedicato alla parte divertente. La differenza, in questa nuova versione 2020-21, è che anche quando si ritrae il Napoli ha una tensione in avanti, come un arco sempre pronto a liberare le frecce.EGattuso ne ha tante. Per sfruttarle tutte ha virato sul 4-23-1. Con Mertens sottopunta dietro Osimhen più due ali, il Napoli riempie di più e meglio l’area (nel 4-3-3 le mezzali fanno più fatica ad arrivare). L’arrivo di Bakayoko ha completato il puzzle, perché compone con Fabian Ruiz una coppia di bastioni.difficilmente superabile. Se Gattuso ha restaurato, De Zerbi ha costruito. Giorno dopo giorno ha reso il Sassuolo una delle squadre più divertenti del campionato. Gioco di prima, attrazione del pressing avversario,triangoli stretti, sfruttamento dell’ampiezza e combinazioni centrali, undici giocatori che partecipano (compreso il portiere). E gol, gol, gol: 15 nelle ultime 4.
Differenze
La differenza principale è nel motore. Il Sassuolo è fluido, sa cambiare posizioni in base alle esigenze, sfrutta quel che fa l’avversario colpendone le debolezze: costruisce palla a terra se gli altri si ritraggono, con due centrali di centrocampo che sono quasi trequartisti, va diretto davanti se viene pressato alto. Il suo gioco è un tappeto ritmico alla Joy Division, in cui la voce imprevedibile di Ian Curtis è rappresentata dai virtuosismi di Locatelli, Djuricic, Boga. Le assenze potrebbero convincere De Zerbi a una parziale correzione del sistema, ma restano i principi. Il Napolièpiù monolitico,non si vedono grandi scambi di posizione, i suoi mediani di rado verticalizzano. La manovra si sviluppa e accelera sulle catene laterali, con spinta dei terzini e qualità delle ali. Osimhen è meno sfruttato nel gioco di quanto sia Caputo nel Sassuolo, ma è un braccio armato dalle invenzioni di Mertens. Partita da vedere.Specchio delle mie brame

fonte:lagazzettasportiva

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