Musei verso un nuovo stop, eventi e mostre continueranno online

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Musei verso un nuovo stop, eventi e mostre continueranno online. Per André Malraux è il solo luogo al mondo che sfugge alla morte. Ma, a quanto pare, non è riuscito a sfuggire al Covid. E così, dopo cinema, teatri e circoli culturali e ricreativi, anche il museo si prepara a chiudere le porte. «Ce lo aspettavamo», spiega Gabriel Zuchtriegel. Il direttore dell’area archeologica di Paestum e Velia si dice «sereno e concentrato», anche perché, in previsione dello stop, proprio in questi giorni ha firmato un accordo con l’associazione Cilento4all per regalare a tutti gli alunni degli istituti scolastici italiani, la possibilità di usufruire di gite interattive tra i templi e nei luoghi della scuola eleatica. «Ho due figli, so bene quanto sia difficile per i più giovani fare rinunce in questa fase. Ecco perché abbiamo immaginato di creare un format con un operatore presente nei siti archeologici che, tramite una piattaforma on line, possa rispondere alle domande dei ragazzi ed accompagnarli alla scoperta di questi luoghi ricchi di storia e di fascino».
LE INIZIATIVE Con formule diverse, la svolta inevitabile per tutte le strutture museali, sarà quella del digitale. Lo sa bene don Luigi Aversa, che dal primo novembre ha già sbarrato gli ingressi del Museo Diocesano di Salerno: «Durante il lockdown abbiamo cercato di tenere compagnia ai nostri fedelissimi con dei video che raccontavano i nostri tesori. Ci stiamo preparando per fare lo stesso anche adesso». Resta invece in attesa di leggere il nuovo Dpcm del governo Conte Luciano Mauro del Giardino della Minerva. Tecnicamente la struttura è classificata come un museo regionale, ma è a tutti gli effetti un orto botanico a cielo aperto. La Fondazione Scuola Medica Salernitana, presieduta da Corrado Liguori, ha invece dato già mandato ai giovani della cooperativa Galahad che abitualmente si occupano del calendario degli eventi e della gestione della biglietteria, di immaginare tour virtuali sia per il museo Roberto Papi che per quello della Scuola Medica, entrambi situati nel centro storico. «Continueremo a tenere vivi i social, con approfondimenti, video, interviste, in modo da non spezzare il legame con la città», chiarisce Marilia Parente di Galahad. Non si ferma, invece, il Frac di Baronissi: anche se on line, le attività espositive continueranno regolarmente, dopo il felice debutto digitale della personale di Ugo Cordasco, il cui video, in soli due giorni, ha sforato le 1400 visualizzazioni. «Numeri sottolinea il curatore e critico d’arte Massimo Bignardi che non saremmo mai riusciti ad avere in presenza». Il 14 ci sarà il taglio del nastro della mostra di Arturo Pagano, un focus sui lavori realizzati tra il 1977 ed il 1985, restaurati dopo l’alluvione di Benevento che distrusse lo studio dell’artista. E il 12 dicembre, l’esposizione evento dedicata a Daniel Spoerri, il primo ideatore della riproduzione seriale d’arte in «multipli», co-fondatore del gruppo dei Nouveaux Réalistes, inventore della Eat Art, membro del movimento Fluxus. Bignardi è certo che per quella data i suoi Tableau-piège potranno essere ammirati dal vivo. Anche perché il Frac si è dotato di un sistema di messa in sicurezza e sanificazione che prevede l’ingresso di massimo quindici persone. Ma se malauguratamente così non fosse, sarà ancora una volta la tecnologia a venire in aiuto agli amanti dell’arte. Bignardi è critico: «I musei, come i cinema e i teatri, sono luoghi sicuri. L’idea di chiudere gli spazi aggregativi per limitare la circolazione delle persone è sbagliata. La gente non resta in casa ed avere delle strutture dove tutte le regole vengono rispettate sarebbe invece il modo migliore per evitare assembramenti incontrollati». Per il momento, però, il destino di quelli che per Jean Granier sono un rifugio contro la vecchiaia, sembra segnato. «Non abbiamo avuto molto tempo per prepararci ammette Gina Tomay, direttrice del museo di Pontecagnano ma di sicuro non resteremo con le mani in mano. Come durante il primo lockdown, potenzieremo le piattaforme social e inventeremo nuove formule per tenere vivo il nostro spazio. A partire da una rubrica che ha avuto successo, L’emozione di una scoperta, nella quale raccontiamo il dietro le quinte delle opere che custodiamo».

Fonte Il Mattino

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