Massa Lubrense: oggi trasferimento ai Centri di accoglienza per i migranti. La loro odissea è iniziata nel deserto

Massa Lubrense. Come già detto da Positanonews, sono risultati tutti negativi al tampone anti Covid-19 i 16 immigrati sbarcati martedì pomeriggio alla baia di Ieranto ed ospitati nella Sala delle Sirene del Comune di Massa Lubrense. I prelievi sanitari effettuati nella mattinata di ieri, in serata hanno confermato le prime indicazioni emerse al loro arrivo al borgo di Nerano con la misurazione della temperatura dei singoli componenti, approdati in circostanze ancora da accertare nel caratteristico sito di proprietà del Fai.

All’esito dei tamponi, i 16 immigrati, 14 uomini e 2 donne, sono stati trasferiti al commissariato di Sorrento per l’identificazione e la verifica di eventuali pendenze giudiziarie. Le operazioni sono proseguite fino a tarda ora. Al termine dell’identificazione i 16 immigrati, probabilmente originari di Iran e Iraq, sono tornati a Massa Lubrense e, con ogni probabilità, nella giornata di oggi verranno avviati in un centro di accoglienza temporanea.

La cultura dell’ospitalità, l’apertura all’accoglienza, senza limiti o preclusioni, si è confermata una prerogativa di Sorrento e dintorni attraverso una catena di solidarietà che si è sviluppata sulla scia dell’approdo inatteso di 16 immigrati alla baia di Ieranto, nel tardo pomeriggio di martedì. L’amministrazione comunale di Massa Lubrense, inizialmente incaricata di reperire un pullman per il trasferimento della comitiva, già nella tarda serata dell’arrivo ha allertato il nucleo locale della Protezione civile per allestire nella Sala delle Sirene, ubicata nell’ambito dell’edificio del Municipio, altrettanti posti letto, insieme alla consegna di pasti caldi. Un presidio fisso attivato da carabinieri e agenti della polizia municipale h24. Difficile comunicare con i 16 immigrati. Solo uno di loro riesce appena a farsi capire in lingua inglese.

Come riporta Il Mattino, a un vigile avrebbe confessato che l’itinerario del loro viaggio, iniziato con un lungo cammino nel deserto, con imbarco su una nave in Grecia, aveva come meta l’Inghilterra, passando per l’Italia e la Francia. Tra i rari indizi, ci sarebbe, la prima richiesta di conoscere lo stazionamento di un pullman per raggiungere Napoli, formulata al giovane custode della baia, quando erano appena stati scoperti a Ieranto, il sito di proprietà del Fai-Fondo ambiente italiano. Ieri mattina ai sedici immigrati è stata servita una abbondante colazione con latte, caffè, brioche e merendine, in attesa dell’arrivo dell’equipe sanitaria incaricata di sottoporli al tampone per accertare la negatività al Covid-19, dopo la misurazione della temperatura all’arrivo a Nerano e la visita medica dei sanitari arrivati martedì sera a Massa Lubrense con un’ambulanza al seguito. Espletate le formalità sanitarie, gli immigrati hanno proseguito la giornata nell’attesa dei risultati. Intorno alle 13 la consigliere comunale delegata ai Servizi sociali e coordinatrice della Caritas di Massa Lubrense, Mina Minieri, ha consegnato personalmente il pranzo per gli «ospiti» in attesa.

«Abbiamo avuto la sincera disponibilità di amici a provvedere alla preparazione del cibo – spiega Mina Minieri – Abbiamo scelto cotoletta di pollo con patate. Una scelta dettata dall’opportunità di non intaccare le loro abitudini religiose, peraltro, non conoscendo la loro provenienza». Il vassoio con le portate adagiato dai due vigili urbani in servizio su un tavolo appena dentro la Sala delle Sirene. Le due donne raccolgono e si uniscono agli uomini del gruppo per consumare il pasto.

In piazza Vescovado, intanto, gli impiegati lasciano il Comune, hanno concluso la loro giornata di lavoro. Osservano in silenzio e si allontanano. Una situazione nuova per gli abitanti di Massa Lubrense, caratterizzata dall’orgoglio di poter condividere solidarietà e ospitalità. «Ringrazio quanti sono intervenuti a tutti i livelli in questa pagina inconsueta per noi sottolinea il sindaco Lorenzo Balducelli – Non siamo abituati a queste situazioni non essendo una zona di sbarchi. Siamo decisamente fuori rotta e non mi spiego come sia potuto accadere. Oggi mi sento di dire come sindaco che tutti hanno fatto la loro parte: i cittadini di Nerano, la struttura comunale, le forze dell’ordine, la protezione civile e l’Asl».

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