Maiori, ci scrive l’ex assessore Gerardo Russomando: “Preoccupato per il numero dei decessi”

Maiori, ci scrive l’ex assessore Gerardo Russomando: “Preoccupato per il numero dei decessi”.

Gentile Direttore, le scrivo perché le voglio, in piena coscienza, esprimere una preoccupazione: in giro vedo troppo ottimismo.
Proprio stamattina lei ci ha ricordato che in Penisola Sorrentina i morti sono stati già 17 ed in Costiera amalfitana, come Lei sa, sono stati finora 6.
Eppure, specialmente in costiera amalfitana, dopo “Andra’ tutto bene” (che oggi, per la verità nessuno dice più), da parecchi giorni si è passati a “Buone notizie”.
Ma quali sarebbero queste “buone notizie “ cavalcate anche da tanti suoi colleghi? Fondamentalmente sono due: i numeri dei guariti nei singoli Comuni ed il basso numero di nuovi positivi asintomatici che sono stati individuati negli ultimi giorni.
Praticamente tutti, tanto per iniziare, hanno dimenticato una cosa arcinota e cioè che per il 95% circa dei contagiati dal virus i problemi sono vicini allo zero.
Eppure, questa semplice certezza viene trasformata in “buona notizia”.
Invece, ieri sera, il Sindaco di Maiori, nel suo videomessaggio, ha detto una cosa fondamentale di cui nessuno, evidentemente, si è accorto, oppure non la si vuole sentire oppure ancora non si è capita.
Ha detto che a Maiori “… sicuramente vi saranno degli asintomatici ancora non individuati e che potrebbero accendere qualche focolaio da un momento all’altro ……”.
Focolaio, se non si è capito, tradotto in italiano vuol dire una sola cosa: sono possibili nuovi morti.
Ma, ahimè, non so perché, queste cose nessuno le spiega.
Oddio, purtroppo non sono neanche sorpreso più di tanto.
Alzando lo sguardo, di cavolate grandi quanto una casa, se ne leggono o sentono a raffica.
L’ultima l’ho sentita poche sere fa ad un telegiornale nazionale.
La notizia era che in Giappone le cose si stanno mettendo male.
Ho controllato i numeri da inizio pandemia, che ovviamente sono pubblici, ma i suoi colleghi fanno fatica a leggere.
Eccoli.
Giappone:
– 144.653 contagi
– 2.106 morti.
Italia:
– 1.585.178 contagi
– 54.904 morti.
Inutile aggiungere che il numero degli abitanti del Giappone è oltre il doppio dell’Italia (126 milioni circa contro i nostri 60 milioni circa).
Traduzione semplice: noi finora abbiamo avuto 100 morti ed in Giappone, in proporzione, ce ne sono stati 2.
Credo sia superfluo continuare.
In ogni caso, per eventuali scettici ad oltranza, un altro paragone ancora più interessante può essere fatto con la Corea del Sud.
Per finire, mi permetta solo una curiosità: secondo lei è l’Italia che deve imparare qualcosa dal Giappone o viceversa?

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