L’ospedale di Castiglione di Ravello passa all’Asl. Ma a Nocera nessuno sa nulla!

Una notizia che ha dell’inverosimile: “Castiglione” passa all’Asl ma a Nocera non lo sanno. Come riporta La Città di Salerno, tutto dipenderà dalle disposizioni aziendali, che alla direzione sanitaria del Dea Nocera-Pagani- Scafati non sono state ancora comunicate. La delibera di giunta regionale che prevede l’accorpamento dell’ospedale “Italia Giordano” di Ravello all’Asl Salerno è ancora troppo fresca per essere stata già razionalizzata, quantomeno nelle strutture periferiche. Il ritorno della struttura sanitaria costiera in dote all’azienda sanitaria locale, staccandola da quella universitaria, consentirà di ricomporre in capo al Dea nocerino quella che fu l’ex Asl Salerno 1. Di quegli ospedali mancherebbe solo quello di Cava de’ Tirreni, che resta in dote al “Ruggi d’Aragona” di Salerno, e il “Martiri di Villa Malta” di Sarno che per il momento resta struttura a sé. La giunta regionale ha rivisto la competenza dell’ospedale di Castiglione di Ravello, dotato di 20 posti letto di Medicina generale ed allestito anche allo scopo di garantire prestazioni ambulatori, in quanto «ha una configurazione che lo rende più idoneo ad essere gestito nel contesto di una Azienda Sanitaria Territoriale piuttosto che essere funzionalmente collegato ad una Azienda Ospedaliera Universitaria nel nuovo piano regionale di riorganizzazione degli ospedali».

La decisione assunta a Palazzo Santa Lucia modifica la programmazione della rete dei presidi ospedalieri della macro area della provincia di Salerno e colloca l’ospedale “Italia Giordano” tra i presidi dell’azienda di via Nizza ad «invarianza di posti letto e della relativa disciplina». La palla è nelle mani del direttore generale dell’Asl Salerno che molto probabilmente la smisterà alla direzione sanitaria del Dea Nocera-Pagani-Scafati, la struttura più prossima all’ospedale costiero.

Un surplus di competenze per il direttore Maurizio D’Ambrosio che si ritroverà a gestire, oltre all’ospedale “Umberto I”, al presidio “Andrea Tortora” e al Covid Hospital “Mauro Scarlato”, il piccolo nosocomio di Ravello. Il caso, intanto, è finito in Parlamento. Il senatore salernitano di Fratelli d’Italia, Antonio Iannone, ha presentato un’interrogazione al ministro della Salute, Roberto Speranza, per chiedere lumi sulla questione: «L’ospedale di Ravello potrebbe ritrovarsi senza le figure necessarie per fronteggiare qualsiasi tipo di emergenza». Iannone, dunque, chiede se Speranza sia a conoscenza dell’accaduto e se «ritenga che tale decisione possa costituire un pregiudizio per il diritto alla salute dei cittadini della Costa d’Amalfi».

Intanto, in viale San Francesco a Nocera Inferiore è entrato in funzione il macchinario per l’analisi dei tamponi molecolari. L’apparecchio è stato collaudato martedì e ieri ha cominciato a processare i primi tamponi antigeni provenienti dai reparti nocerini. L’analizzatore dovrebbe essere in grado di valutare tra i 70 e gli 80 tamponi a seduta, al momento se ne prevedono due al massimo. Insomma, l’unità operativa semplice di Microbiologia e Virologia diretta dalla dottoressa Paola Sabatini dovrebbe essere in grado di processare circa 150 test per il coronavirus al giorno. La terza seduta sarà possibile solo nel caso in cui si riuscirà a riorganizzare il personale del laboratorio, che dovrebbe meritare degli incrementi. La direzione sanitaria sta lavorando proprio in questa direzione. Il macchinario nocerino, nella fattispecie, non dovrebbe servire il territorio, ma le strutture ospedaliere del Dea Nocera-Pagani-Scafati a cui, al massimo, potrebbero aggiungersi i tamponi effettuati all’ospedale di Sarno.

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