La tradizione del Torrone dei Morti, ecco perché si mangia nei primi due giorni di novembre

Nei giorni 1 e 2 novembre in Campania la tradizione vuole che si porti a tavola il cosiddetto “Torrone dei morti” che viene proposto in mille gusti e mille forme per soddisfare il palato di tutti. Il tradizionale torrone dei morti non ha nulla a che vedere con quello classico fatto di mandorle e miele e dalla consistenza dura, ma si tratta di un torrone morbido che ha come ingrediente principale il cioccolato e si presenta sotto forma un parallelepipedo che vuole rievocare le sembianze di una bara e che viene venduto a fette e che viene chiamato proprio ‘O Murticciell’.

A questo si aggiungono i “torroncini”, piccoli bastoncini dai vari gusti e dalla diversa consistenza che non possono mancare sulle tavole in questi primi due giorni di novembre, a rendere simbolicamente dolce delle giornate tristi in cui si commemorano le persone che non ci sono più.

Il torrone rappresenta un omaggio simbolico ai defunti al fine di rendere più dolce il loro viaggio verso l’eternità. Secondo la tradizione un tempo il torrone veniva portato dai bambini sulle tombe nella credenza che i defunti, nella notte tra l’1 ed il 2 novembre, potessero tornare a fare visita ai nella stanza più bella una cena in loro onore composta da due fette di pane, un pizzico di sale, del limone ed un bicchiere d’acqua. I torroncini dei morti rappresentano, quindi, un modo di rendere omaggio ai defunti ed al contempo un modo per rendere più dolce l’idea della morte.

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