Il giallo sulla morte del 52enne di Corbara a Cava de’ Tirreni: ospedali in tilt per Covid, la Procura indaga

Da Pagani a Cava de' Tirreni, ospedali in tilt: a Nocera accesso negato per emergenza Covid-19

Le indagini della Procura di Nocera Inferiore vertono su omicidio colposo per la morte di Tommaso Di Somma, 52enne di Sant’Egidio del Monte Albino e residente a Corbara. Due medici nel registro degli indagati, dopo che all’uomo – portato in ospedale in seguito ad uno svenimento – era stata somministrata una flebo. Poi, dopo le dimissioni, ha accusato un nuovo malore. La corsa in ospedale a Nocera Inferiore – dov’è stato curato in ambulanza -, dimesso ancora. Poi la morte a Cava de’ Tirreni. Ecco l’articolo di Alfonso T. Guerritore per La Città di Salerno.

L’attività investigativa prende il via dal malore che fu accusato dall’uomo, lunedì scorso, al suo risveglio: mentre preparava il caffè, Di Somma, è svenuto. S’è ripreso facendo colazione e di nuovo ha perso i sensi, per poi essere trasportato in ospedale a Pagani, dopo alcune chiamate a vuoto al 118. A Pagani è stato visitato al punto di primo intervento, con una flebo che gli è stata somministrata affinché s’elevasse la pressione sanguigna. Poi le dimissioni. Una volta in auto, però, Di Somma è svenuto ancora, ed è stato riportato di nuovo in ospedale dalla sorella con l’aiuto di un infermiere, con altri accertamenti e il successivo trasporto al Pronto soccorso dell’ospedale di Nocera Inferiore. La visita tra le pareti del Pronto soccorso, però, non è stata possibile. Il motivo? L’emergenza Covid, che ha paralizzato la sanità di mezzo mondo. Il 52enne è stato visitato in autoambulanza, il medico ha ravvisato un miglioramento e s’è offerto di accompagnare il paziente a casa, ma una volta giunti sul posto, di nuovo, sulle scale Di Somma ha perso conoscenza, cianotico in volto, vomitando. A quel punto l’infermiera del mezzo di soccorso ha praticato un massaggio cardiaco, con il trasporto all’Umberto I di Nocera: la situazione sembrava grave.

Di nuovo sono stati disposti altri accertamenti, stavolta all’ospedale di Cava de’ Tirreni, dove il paziente arrivava in autoambulanza, senza la sorella: Di Somma è morto poco dopo, proprio nella struttura di Cava, con una telefonata dal presidio, che ha comunicato l’arresto cardiaco. L’ipotesi di reato per colpa medica è la formale intestazione del fascicolo investigativo seguito dalla procura di Nocera, sulla base di una prima denuncia presentata dalla sorella ai carabinieri della tenenza di Pagani: ai militari è stata presentata la ricostruzione iniziale dei fatti, con la famiglia del deceduto, non sposato, con numerosi fratelli e sorelle, e l’incarico legale affidato all’avvocato Giovanni Pentangelo del foro di Nocera Inferiore.

I successivi passaggi prevedono il conferimento incarico, avvenuto nelle scorse ore con la fissazione dell’esame autoptico, e due medici indagati chiamati a rispondere di condotta omissiva, imperizia e imprudenza: la vicenda presenta diversi aspetti meritevoli di approfondimento, con l’esistenza di mancata individuazione dello stato del paziente, un’apparente sottovalutazione su cui i familiari chiedono chiarezza. Le condizioni di base dell’uomo, stando a quanto riferito in sede di denuncia, non erano tali da giustificare un malore ricollegabile a patologie pregresse, ma questo fattore potrebbe essere smentito all’esito degli accertamenti: un quadro complessivo di buona salute, infatti, non esclude delle disfunzioni o dei problemi congeniti silenti.

Dall’intero panorama iniziale a disposizione degli inquirenti, emerge il rimpallo tra gli ospedali e il continuo manifestarsi di perdite di coscienza, gli svenimenti ripetuti e i capogiri, di volta in volta arrivati a rendere ingestibile la situazione: prima Pagani, con il centro di prima emergenza, poi il Pronto soccorso di Nocera Inferiore, e infine Cava de’Tirreni, ultimo approdo della sequenza di visite mediche, si sono concluse con il decesso, finito al centro dell’indagine.

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