Housing sociale a Sant’Agnello, le famiglie: “Ci hanno ribadito che le case verranno abbattute”

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Housing sociale a Sant’Agnello. Dopo un ennesimo incontro con la Procura, riportiamo lo sfogo delle 53 famiglie:

“Ennesima illusione avuta dalla giustizia Italiana, o meglio dalla Non giustizia italiana! Ieri dopo una nostra manifestazione a torre avvenuta circa 10 gg fa, eravamo stati convocati per una riunione con i vari procuratori interessati in questa vicenda, dandoci così la possibilità di muovere delle richieste! Cosa che in un momento del genere, dopo 9 mesi di agonia, aveva creato tante aspettative, o meglio illusioni… Ecco proprio una totale illusione, perché la riunione è stata l’ennesima doccia gelata, gelata come il cuore di chi ci ha ospitato, perché di tracce umane devo dire proprio zero, con dei toni alterati e poco propensi al dialogo hanno praticamente ribadito che le case andranno giu’ perché illeggittime, e qualsiasi altra nostra richiesta (era stata mossa quella di poter usare le case fin quando il procedimento andava avanti , che con i tempi della burocrazia italiana, si aggirano attorno a 7/10 anni) non venga presa in cosiderazione!! Mi viene da dire che la vergogna verso la poca tutela dei cittadini continua senza freni, perché a differenza di come dicono loro” che ci hanno tutelato” noi siamo tutt altro che tutelati, perché se ci avessero voluto tutelare, il cantiere sarebbe stato bloccato inizialmente o poco dopo, evitando cosi’ che 53 famiglie sborsavano una cifra enorme come anticipo, per acquistare una casa, progettata e avallata da un ente comunale, quindi un ente pubblico, quindi da un primo cittadino, che sta al comune perche’ Noi l’abbiamo messo li’ votandolo. Ora le colpe e i colpevoli verranno fuori, ma purtroppo ci vorra’ molto tempo, perché l’Italia funziona così, “o sazio nun cree o riun”, quindi che la maggioranza di noi paga cifre enormi di fitto , che molte famiglie con bimbi vivono in 40 mq di casa, che alcune famiglie sono ospiti in beb di amici, o a casa di parenti poco importa..loro sono la parte decisionale, la parte giudicante, noi siamo numeri, vittime di un sistema di merda!”

Uno smacco per le 53 famiglie, circa duecento persone, che si erano affidate ad un bando del Comune di Sant’Agnello per avviare le pratiche di acquisto degli appartamenti e che appena una settimana dopo il sequestro avrebbero messo piede nelle loro nuove case. Da allora, sia il gip del tribunale di Torre Annunziata che il tribunale del Riesame di Napoli hanno convalidato quel sequestro, eseguito d’urgenza dalla Procura oplontina proprio per evitare un eventuale sgombero delle case. Di quelle 53 famiglie, molte avevano disdetto i contratti di affitto, altre avevano già lasciato le loro abitazioni. Tutti avevano investito i propri risparmi con il sogno della casa a Sant’Agnello. Secondo gli inquirenti, però, le palazzine lì in realtà non potevano proprio essere costruite e dunque vanno considerate abusive.

Per diversi reati urbanistici sono indagate 4 persone, per le quali è stata chiesta una proroga di indagini. Un’altra proroga di pochi giorni, invece, è stata ottenuta dall’architetto Ciro Oliviero, consulente della Procura, che sta redigendo la complessa relazione che sancirebbe l’illegittimità delle costruzioni. Le 53 famiglie si sono riunite in un comitato e hanno protestato due volte all’esterno del palazzo di giustizia di Torre Annunziata. Gli acquirenti chiedono velocità nella definizione della vicenda giudiziaria e il dissequestro delle case.

Le famiglie chiedevano l’uso, anche il Sindaco Piergiorgio Sagristani lo aveva perorato, però bisogna dire che se le case sono ritenute abusive e illegittime si doveva sapere sin dall’inizio di questa vicenda che non era una strada percorribile e che la Giustizia deve fare il suo corso, indagando a tutto campo.

SOTTOLINEIAMO che la Procura della Repubblica di Torre Annunziata non può farsi dettare i tempi da nessuno. La problematica è complessa e le indagini potrebbero coinvolgere molte altre persone e che analoghi casi a Sorrento e Castellammare di Stabia sono stati bloccati uno dal Tar Campania a Napoli e uno da una inchiesta.

Ancora qualche giorno di tempo per il deposito della perizia e ulteriori termini per raccogliere elementi utili all’inchiesta. Sono ancora in corso le indagini sull’housing sociale di Sant’Agnello, finito sotto sequestro lo scorso febbraio perché secondo la Procura di Torre Annunziata è stato costruito in maniera totalmente abusiva perché in contrasto con il Put della Penisola Sorrentina.

Nessuna schiarita all’orizzonte, per ora, per le 53 famiglie, circa duecento persone, che, affidandosi ad un bando del Comune di Sant’Agnello, avevano avviato le pratiche di acquisto degli appartamenti e che pochi giorni dopo il sequestro avrebbero preso possesso delle loro nuove case.

Da quando sono stati apposti i sigilli alle abitazioni, sia il gip del Tribunale di Torre Annunziata che il Tribunale del Riesame di Napoli hanno convalidato il sequestro disposto d’urgenza dalla Procura oplontina appena prima che gli assegnatari entrassero nelle nuove case.

Secondo gli inquirenti, però, le palazzine in quel tratto di via Monsignor Bonaventura Gargiulo in realtà non potevano essere costruite e dunque vanno considerate abusive. Per diversi reati urbanistici sono indagate 4 persone, per le quali è stata chiesta una proroga di indagini. Un’altra proroga di pochi giorni, invece, è stata ottenuta dall’architetto Ciro Oliviero, consulente della Procura, che sta redigendo la relazione che sancirebbe l’illegittimità delle costruzioni.

Intanto le 53 famiglie si sono riunite in un comitato e hanno protestato più volte a Sant’Agnello e due volte all’esterno del palazzo di giustizia di Torre Annunziata. Gli acquirenti chiedono velocità nella definizione della vicenda giudiziaria e il dissequestro delle case. Dopo l’ennesima manifestazione dei giorni scorsi, il procuratore Nunzio Fragliasso ha ricevuto un rappresentante del “Comitato Housing Sociale e Solidale di Sant’Agnello”, insieme al sostituto Andreana Ambrosino, titolare dell’inchiesta.

Fragliasso avrebbe spiegato al delegato degli assegnatari che “il fascicolo è su un binario preferenziale e che l’inchiesta sarà chiusa al più presto. Se si arriverà a processo potranno costituirsi parte civile. In attesa, però, permanendo il sequestro, dalla Procura – come riporta oggi il Mattino – fanno sapere che “non sono possibili situazioni alternative, così come è impossibile concedere in uso gli appartamenti a soggetti non legittimati”. Le scritture private tra costruttore e acquirenti – con versamento di un cospicuo anticipo – non certificano, infatti, il passaggio di proprietà degli immobili, con le case che sono formalmente ancora della SHS srl.

 

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