Esclusiva: Quando Padre Sorge venne ad Amalfi

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Esclusiva: Quando Padre Sorge venne ad Amalfi. Incontrare e conoscere Padre Sorge è stata un’esperienza bellissima. Constatare tanta cultura, saggezza e spiritualità in una persona così umile e diretta ci ha veramente commossi.

Padre Sorge ha riassunto la sua vita in tre tappe fondamentali: la prima tappa è stata a Roma dove è rimasto 25 anni lavorando alla Civiltà Cattolica, diretta da lui per 12 anni, dal 1973 al 1985. Questa rivista lavora a diretto contatto con la Santa Sede.

Padre Sorge è stato vicino a 3 Papi: Paolo VI, Papa Lucani e Papa Wojtyla.

Nel 1985, in un momento drammatico, è stato inviato a Palermo dove ha fondato e diretto la scuola di formazione politica “Padre Arrupe” ed ha partecipato alla primavera di Palermo. Lì allora lo Stato era latitante ed egli ha lottato contro la mafia soprattutto formando la coscienza politica ad un popolo pieno di risorse. Dal 1996 è stato a Milano dove ha diretto la rivista “Aggiornamenti sociali”. Segue attentamente l’evoluzione della politica italiana.

Il tema della conferenza ad Amalfi era “Dare un’anima alla politica” ed ha voluto donarci una chiave di lettura del nostro tempo.

Ha puntualizzato la differenza tra crisi congiunturale, cioè di equilibrio, e cristi strutturale (di fondo), ed ha spiegato 3 punti fondamentali: 1° la storia sta attraversando una crisi strutturale, la quinta in 2000 anni; 2° anche la politica sta attraversando una crisi strutturale e trasferisce la crisi nel sistema democratico; 3° punto è come venirne fuori.

Egli fa una distinzione tra cultura e civiltà. La cultura è un insieme di valori condivisi da un popolo. Ogni popolo ha la sua cultura. Essa non è un discorso da salotto ma è struttura, si trasforma in costume, in istituzione. Così la civiltà è cultura tradotta in storia. Dunque siamo in un’era nuova dopo la caduta della civiltà industriale durata 300 anni. Con le nuove tecnologie, con la globalizzazione del mondo nasce la cultura tecnologica postmoderna.

I modelli di ieri non servono più. I modelli di domani non ci sono ancora. Dobbiamo essere la generazione del discernimento che vive il travagliato passaggio da una civiltà all’altra. Dobbiamo avere dei punti fissi nei valori etici ma inventare strade nuove.

La politica, come disse Pio X, è la forma più alta di carità, dopo quella religiosa, verso Dio. Lo ha ribadito anche Benedetto XVI a Verona.

Padre Sorge fa una critica sia al comunismo che al neo-liberismo. Quest’ultimo, con l’economia libera di mercato è in grado di produrre ricchezza ma non ha gli strumenti per distribuirla equamente per cui i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. Rimanga la libertà di mercato ma deve essere integrata da elementi di solidarietà.

Padre Sorge elogia la nostra carta repubblicana che è una delle migliori al mondo.

Dobbiamo anche rimuovere la classe dirigente, troppo vecchia, con i giovani, ma è necessaria una solida formazione.

C’è una proposta alla luce della dottrina sociale della chiesa che è il neo-personalismo solidale. I valori non li crea lo Stato, non dipendono dalla maggioranza ma vengono prima dalla libera organizzazione della società. Sono nella coscienza di ciascuno di noi e lo Stato li deve tutelare.

Poi fa una critica al laicismo, incoraggia invece la laicità.

I laici devono sbilanciarsi per difendere i valori.

Questa è la sfida del nostro tempo, conclude Padre Sorge, altrimenti perdiamo il treno della storia.

Tutti lo abbiamo ascoltato in silenzio, rapiti dalla sua persona, dalla sua voce, dal suo carisma.

Grazie, Padre Sorge di essere stato con noi ad Amalfi.

Riposa in pace, che la terra ti sia lieve.

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