Covid in Penisola: vittime triplicate e positivi oltre 500

Penisola sorrentina. Tre decessi in ventiquattr’ore e curva dei contagi che non accenna a scendere. In penisola sorrentina il coronavirus continua a far paura. Ieri l’ultima vittima: un anziano residente a Sant’Agnello, Vincenzo Maresca. Sabato, invece, Sorrento ha detto addio a due noti imprenditori: Antonino Pollio, punto di riferimento della famiglia che gestisce diversi supermercati oltre a tutta una serie di altre attività, ed Armando Russo, tra i primi a lanciare lo street food nella zona.

Arriva così a diciassette il numero dei morti per la pandemia durante la seconda ondata tra Vico Equense e Massa Lubrense. Lo scrive anche Il Mattino. Diciassette persone decedute in poco più di un mese, ossia da quando lo scorso 21 ottobre il sindaco di Meta ha informato della dipartita di un proprio anziano concittadino ricoverato all’ospedale di Maddaloni. Poi è stato tutto un susseguirsi di notizie di lutti che non ha risparmiato nessuno dei Comuni del comprensorio, arrivati in quaranta giorni a piangere il triplo delle vittime rispetto ai tre mesi della prima ondata, quando il bilancio si è fermato a sei morti e due città, Meta e Vico Equense, risparmiate dal tragico bollettino.

Ma se il numero delle vittime è triplicato, quello dei contagi è arrivato quasi a decuplicarsi. Il picco della prima fase è stato toccato tra aprile e maggio, con una cinquantina di positivi. Attualmente, invece, ci si è attestati intorno a quota cinquecento. Nell’ultimo periodo, dopo la chiusura delle scuole imposta dal governatore Vincenzo De Luca e confermata dai sindaci (che hanno addirittura inasprito la misura tenendo chiuse anche quelle dell’infanzia e le prime elementari) e la istituzione della zona rossa in Campania, la curva del contagio sembrava in calo. Era tornato sotto controllo anche il focolaio di Ticciano, frazione collinare di Vico Equense, che il sindaco Andrea Buonocore aveva decretato zona rossa a causa dell’elevato numero di casi. A generare ottimismo, anche lo stop al turismo per la chiusura della stagione e le limitazioni imposte agli spostamenti: senza il via vai di viaggiatori le occasioni di diffusione del Covid si sono ridotte.

Ma i risultati non sono stati quelli attesi. Ad incidere sicuramente sono arrivati i focolai in due Rsa. A Villa Simpliciano, a Meta, struttura che ospita trenta pazienti under 60 affetti da disabilità e patologie psichiatriche, dal 7 novembre scorso sono stati individuati venticinque casi, nove dei quali ancora non risultano guariti. Ancora peggiore la situazione alla casa di riposo San Michele Arcangelo di Piano di Sorrento dove si contano quaranta casi tra ospiti e personale con i primi tre positivi rilevati domenica 22 novembre. A far lievitare il numero dei positivi in Costiera sono soprattutto i contagi all’interno degli stessi nuclei familiari come si rileva dai dati diffusi quotidianamente dai sindaci. Ma non mancano le cattive abitudini. In molti non si attengono alle disposizioni, neanche a quelle per la zona rossa, tanto che non sono mancati i richiami da parte degli amministratori locali, spesso inascoltati.

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