Coronavirus. In Italia oggi si registrano 37.242 nuovi casi

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Coronavirus. In Italia oggi si registrano 37.242 nuovi casi. Secondo quanto scrive La Repubblica sulla base dei dati forniti dalla Protezione Civile nel nuovo bollettino giornaliero, oggi si registrano 37.242 nuovi casi di coronavirus su 238.077 tamponi, e 699 morti (per un totale di 48.569). Ieri i nuovi positivi sono stati 36.176 su 250.186 tamponi, i morti 653. Il rapporto positivi/tamponi risale a 15,6 (ieri 14,6). Da ieri le terapie intensive contano 36 pazienti in più per un totale di 3.748. Sono i nuovi dati appena pubblicati dal ministero della Sanità. Nelle 24 ore precedenti, l’aumento dei ricoveri in terapia intensiva era stato di 42 pazienti. Tra il 17 e il 18 novembre l’aumento delle terapie intensive era stato di 58 ricoveri. Mentre tra lunedì 16 e martedì 17 novembre l’aumento delle terapie intensive era stato di 120. L’incremento dei ricoveri in terapia intensiva tende dunque a ridursi progressivamente.

Gli attualmente positivi sono 777.176, 15.505 in più nelle ultime 24 ore: di questi, 33.957 sono ricoverati nei reparti ordinari, con un incremento di 347, e 739.471 in isolamento domiciliare (+15.122). Cresce il numero dei guariti/dimessi: 21.035 nelle ultime 24 ore, per un totale di 520.022 dall’inizio della pandemia. La regione più colpita resta la Lombardia con 9.221 nuovi casi, seguita da Campania (+4.226) e Piemonte (+3.861).

“Se da una parte possiamo vedere uno spiraglio, dall’altra dobbiamo tenere duro. Gli indici dei posti letto e delle terapie intensive non sono positivi. Gli ospedali saranno in sofferenza ancora per settimane”, ha sottolineato Gianni Rezza, direttore generale Prevenzione del ministero della Salute, durante la conferenza stampa al ministero per il monitoraggio dei dati settimanali della Cabina di regia Covid-19. “Si conferma un rallentamento, ma con un’incidenza ancora molto elevata – rimarca – Siamo a oltre 700 casi per 100mila, quest’estate eravamo sui 10-15. Purtroppo anche con la diminuzione dell’Rt la sofferenza dei servizi sanitari durerà ancora”.

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