Coronavirus, De Luca: “Da qualche giorno in Campania percentuale di positivi in calo” segui la diretta

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Coronavirus, De Luca: “Da qualche giorno in Campania percentuale di positivi in calo”.

Anche oggi, come oramai usuale per ogni venerdì dall’inizio della pandemia, alle ore 15 circa, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, durante la diretta settimanale per gli ultimi dati sui contagi, ha fatto il punto aggiornato della situazione sui contagi e su quello che verrà deciso nelle prossime ore.

“I dati dell’aspetto sanitario in Campania parlano i 3900 nuovi contagi con una percentuale su quasi 25mila tamponi che è del 16,5 per cento. Da tre-quattro giorni questa percentuale scende leggermente. Speriamo che sia un trend. Negli ospedali, abbiamo il 27 per cento di occupazione delle terapie intensive, 190 su 650 posti letto disponibili, e posti letto sufficienti per pazienti Covid. Siamo ad oggi la regione con il tasso più basso di mortalità Covid – ha detto il governatore -. Prenderemo provvedimenti rigorosi sul Lungomare di Napoli, le strade della movida, dovunque andremo avanti senza guardare in faccia nessuno”, ha poi aggiunto.

De Luca ha poi sviscerato tutti i provvedimenti sulla movida e sull’obbligo dei tamponi per chi proveniva dall’estero: “Mi avevano detto di non farla ma ho voluto farla lo stesso, il Comune di Napoli si era opposto alla nostra ordinanza anti movida. Meno male che i giudici ci hanno dato ragione. Il Governo non ha dato collaborazione con le forze di polizia nella lotta agli assembramenti. Abbiamo chiuso la mobilità tra le province e messo Arzano in zona rossa. La nostra è stata sempre una linea di rigore, quella di chiudere tutto era l’unica soluzione”.

“Continuano gli atti di sciacallaggio nei confronti di Napoli e della Campania. Noi non dobbiamo farci distrarre e continuare il nostro lavoro. In questi ultimi due mesi abbiamo avuto uno scontro di linea per contenere il contagio. La nostra posizione era chiara, avendo noi dichiarato da ottobre che sarebbe stato meglio chiudere tutto per un mese e arrivare a Natale in condizioni di maggiore stabilità. Il Governo ha fatto una scelta diversa, graduale e proporzionale, per noi sbagliata. Abbiamo perso due mesi preziosi, nel corso dei quali abbiamo avuto un aumento drammatico dei contagi e dei decessi. Il Governo ha deciso anche di tenere aperte le scuole, ora chiuse, cosa che noi in Campania abbiamo fatto un mese fa. L’Italia chiusa in zone è una scelta scriteriata, che ha generato una situazione di caos e conflitti. E’ mancato anche un coinvolgimento di tutte le forze dell’ordine. Oggi tutti sembrano diventati rigoristi, anche coloro che non hanno mosso un dito per frenare il contagio. Il Comune di Napoli non ha fatto nulla, anzi a maggio si è mosso contro le ordinanze regionali”.

“Il 23 ottobre scorso a Napoli c’è stata la guerriglia, perché noi avevamo preso delle misure, mantenendo la nostra linea del rigore, mentre altrove si perdeva tempo. Abbiamo proposto noi di chiudere tutto ad ottobre, una misura difficile ma semplice. L’immagine dello scorso weekend sul Lungomare del Napoli hanno fatto il giro d’Italia. Quegli assembramenti vanno contrastati dalle forze dell’ordine e dalle polizie municipali. Sapete chi doveva decidere per la chiusura, ma era troppo impegnato a fare il giro delle televisioni. Altri sindaci hanno avuto il coraggio di prendere delle decisioni. Quell’immagine del Lungomare, che giustificherebbe una zona strarossa, ha determinato una svolta dell’opinione pubblica nazionale. C’è mezza Italia per la quale Napoli e la Campania devono diventare zona rossa a prescindere, nonostante la decisione sia stata presa dal Governo sulla base dei dati. Poi c’è stato l’episodio del Cardarelli, un episodio drammatico, dove c’è stato un signore di 30 anni che ha avuto lo stomaco di mettersi a girare un video con una persona morta per terra, mentre gli infermieri andavano a prendere una lettiga. Non ci sono parole per quello che si sta scatenando contro di noi. Napoli e la Campania devono essere per forza il peggio del peggio. Noi andremo avanti senza guardare in faccia a nessuno e se il Governo prende misure di rigore, il mio commento è ‘meglio tardi che mai’. In Campania abbiamo fatto un miracolo, con 20mila dipendenti sanitari in meno. Di Maio che sta parlando, da campano si sarebbe dovuto muovere per far arrivare personale sanitario nella sua regione da esponente del Governo. E’ uno che voleva confermare il commissariamento della sanità in Campania. Da esponente del Pd, dico che se bisogna collaborare con questi elementi, è meglio mandare a casa questo Governo. Invito Di Maio ad un confronto pubblico, sperando che non si sottragga ancora come in passato. Stesso invito che rivolgo a un camorrologo di professione, oramai milionario, che non capisce nulla in tema di sanità”, ha proseguito De Luca.

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