Collateral, il miglior Cruise e il miglior Mann per il miglior noir americano d’inizio secolo

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Collateral, il miglior Cruise e il miglior Mann per il miglior noir americano d’inizio secolo.

LA TRAMA. Un tassista nero una sera carica all’aeroporto un signore che sembra molto qualunque (Tom Cruise s’è ingrigito e sciattamente vestito per sembrare qualunque). Costui  lo avverte  che avrà bisogno del taxi tutta la notte. Ha una serie di appuntamenti d’affari che lo impegneranno per cinque, sei ore. Il tassista non può sapere che gli appuntamenti sono mortali. Il passeggero  è un killer a pagamento che in quella notte deve sbrigare una mezza dozzina di “contratti”. Quando il tassista  se ne accorge (al terzo accoppamento) è troppo tardi. E’ diventato  un ostaggio dell’assassino. Un ostaggio da eliminare naturalmente perchè sa troppe cose.

PERCHE’ VEDERLO (l’ora è tarda ma non ce ne accorgiamo). Perché è la migliore interpretazione di Tom (in un ruolo diametralmente opposto ai suoi soliti). La migliore regia di Michael Mann. Il miglior “noir” uscito in America nei primi anni del secolo. Serrato, avvincente.  Al punto che verrebbe voglia che Cruise avesse qualche “contratto” in più da sbrigare per non smettere il divertimento.

Fonte Livero Quotidiano

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