Chi può metta, chi non può prenda

Uno slogan che in tempo di gravi problemi sanitari, economici e di sopravvivenza è molto seguito ed attuato. Un cesto grande per le principali strade di qualche città o di qualche borgo noto, nei punti più frequentati, davanti ad esercizi commerciali. E’ uno slogan che potrebbe essere attuato da quanti praticano lo smart-working, cioè il lavoro a distanza, da casa. Quelli che traggono vantaggi da questo sistema lavorativo, non certo psicologico, sono gli impiegati, per lo più della pubblica amministrazione, che svolgono il proprio lavoro non in ufficio ma dalla loro abitazione.

E allora? Dal momento che gli impiegati interessati alla nostra argomentazione non pagano il trasporto pubblico per recarsi quotidianamente al lavoro o non consumano carburante ed altro per usare la propria auto; non spendono alcunché di extra per qualche mini pasto nell’ora di spacco; non consumano soldi per parrucchieri o trucco quotidiano, abbigliamento ed altre cose, si può concordare un provvedimento concreto.

E cioè (non dateci addosso) defalcare dal totale dell’emolumento mensile una cifra concordata da destinare a quanti (e sono tanti) hanno sospeso o perso il proprio lavoro causa il Covid e si ritrovano con la famiglia da sostenere senza risorse certe. Ci dobbiamo pensare, visto che i parlamentari, i consiglieri regionali ed altri, pur non essendo tutti degni, incassano emolumenti interi senza pensare ad altri che soffrono in silenzio. Con le dovute eccezioni.

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