Cava de’ Tirreni: focolaio nella casa di cura. 33 casi di contagio

Cava de’ Tirreni. Sono saliti a 33 i casi di contagio da coronavirus nel reparto femminile di una casa di cura privata di Cava de’ Tirreni. La situazione, dunque, si complica e diventa molto più allarmante rispetto alle scorse settimane. Lo riporta La Città di Salerno. I primi casi di positività tra le ospiti del centro di riabilitazione furono segnalati circa dieci giorni fa quando, a seguito di uno screening sul personale, furono rinvenuti i primi contagi: i test, in particolare, fecero emergere la positività di due operatori socio assistenziali e dieci donne ricoverate nella struttura. Fortunatamente erano tutti asintomatici.

Immediatamente all’interno della struttura sanitaria scattarono le previste misure di prevenzione nel tentativo di bloccare il virus: tuttavia le prime improvvisate iniziative, come quella di isolare le pazienti presenti in un’unica camerata utilizzando degli armadi, non solo sono risultate insufficienti ma alla fine non hanno impedito alle altre pazienti di contrarre il virus. Presi alla sprovvista ed in attesa di interventi strutturali che sicuramente non potevano essere eseguiti nell’arco di pochi giorni, gli operatori – su indicazioni dei vertici della struttura – pensarono di isolare le pazienti positive frapponendo tra i letti degli armadi utilizzati a mo’ di pareti. Tuttavia l’espediente, che in un primo momento poteva sembrare risolutore, non è servito. Alla fine tutte le ricoverate nella casa di cura di Cava de’ Tirreni, ad eccezione di due sole pazienti, sono risultate positive al coronavirus. Riscontrati anche altri tre casi di positività tra gli Oss in servizio nel reparto, mentre uno è guarito.

Il Dipartimento di prevenzione della Asl, quando i vertici del centro di riabilitazione metelliano comunicarono i primi casi, aveva dato indicazioni precise alla direzione sanitaria ed all’amministratore della società su come operare per fronteggiare il virus e soprattutto per bloccare subito i contagi all’interno della struttura. Agli operatori sono stati forniti subito tutti i presidi sanitari di sicurezza necessari a gestire la fase di emergenza, ma ciò non sarebbe stato sufficiente a fermare il virus che ha continuato a contagiare sia pazienti che operatori.

Qualche dipendente, preoccupato per la situazione, aveva chiesto all’azienda di provvedere anche alla formazione del personale che si trovava impreparato a fronteggiare il coronavirus.

Nel frattempo, vista l’inutilità del primo temporaneo intervento di isolamento dei positivi, la direzione ha provveduto a far fare dei lavori strutturali. Il reparto è stato suddiviso in tre stanze ermeticamente chiuse tra di loro con delle porte. Le uniche due pazienti negative sono state ora isolate in una prima area ricavata nella grande camerata, in una seconda stanza sono state trasferite le 10 pazienti risultate positive lo scorso 15 novembre e quindi in via di guarigione, mentre nell’ultima sono state allocate le 23 lungodegenti risultate positive nelle ultime ore. Nel frattempo la preoccupazione tra gli operatori cresce, anche perché è stato riscontrato un caso di positività anche nel reparto maschile che, fino ad oggi, non aveva registrato contagi: ulteriori verifiche saranno effettuate nelle prossime ore anche nell’altra ala della struttura per accertare eventuali altri casi. L’Asl sta monitorando con grande costanza la situazione così come gli altri focolai intercettati nelle ultime settimane fra Rsa e case di cura della provincia di Salerno: sebbene i ricoverati siano tutti asintomatici ed in buone condizioni di salute, l’allarme nella struttura sanitaria di Cava cresce.

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