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Cava de’ Tirreni, 150 mila euro per la tassa sui rifiuti. I commercianti protestano: “Contributo beffa”

I titolari degli esercizi commerciali sono in protesta contro l'amministrazione Servalli a causa di un contributo da 150mila euro che arriverà solo nel 2021

«Contributo beffa – i titolari dei locali cavesi contestano lo sgravio disposto dal Comune in materia di tassa sui rifiuti – . Troppi vincoli per ricevere il sussidio che non arriverà prima del 2021». Ecco la protesta raccontata nell’articolo de La Città di Salerno.

È quanto contestano i proprietari di attività commerciali ed esercenti che saranno destinatari del programma di sostegno di circa 150 mila euro per il pagamento della Tari, allo studio dell’amministrazione comunale di Cava de’ Tirreni in questi giorni e annunciato in settimana dopo i solleciti che erano arrivati dai rappresentanti delle associazioni di categoria. «Non c’è un’esenzione per la Tari – ha ribadito l’assessore alle Attività produttive, Giovanni Del Vecchio – . Commercianti ed esercenti procederanno al regolare pagamento delle rate e poi riceveranno il rimborso. Abbiamo due rate in scadenza – 16 novembre (oggi per chi legge, ndr) e 16 dicembre – che vanno pagate. Come Amministrazione, poi, elargiremo un contributo che andrà a copertura parziale della Tari 2021». Insomma, alla scadenza della terza rata della tassa sui rifiuti (prevista per oggi), non sono state disposte esenzioni dal pagamento, così come per la prossima tranche (in calendario il prossimo 16 dicembre): il Comune ha pensato piuttosto di elargire un contributo a parziale copertura della tassa prevista per il 2021 e solo per quelle attività che, già in regola con i pagamenti tributari, potranno dimostrare di essere state effettivamente danneggiate dalle misure di contenimento anticovid.

Limitazioni, queste, che non hanno convinto i diretti interessati i quali restano dubbiosi in merito all’effettivo sostegno economico che l’Amministrazione sarà in grado di fornire alle categorie produttive compromesse. «Si apprezza lo sforzo compiuto dall’amministrazione comunale del sindaco Vincenzo Servalli commenta Vincenzo Della Corte , titolare di una pizzeria in viale Crispi – , tuttavia il fatto che bisogna essere in regola coi pagamenti del 2019 risulta avere il sapore della beffa in considerazione dei mesi di totale difficoltà economica cui la quasi totalità degli esercenti è sottoposta ormai da quasi un anno».

Dello stesso avviso anche Vittorio Rossi , titolare di un ristorante- pizzeria in via Generale Sabato Martelli Castaldi, che già il mese scorso si era fatto promotore e portavoce dell’azione di protesta in piazza in vista dell’allora solo paventato rischio di lockdown totale. «Piuttosto che a un contributo – spiega – si deve pensare a un ricalcolo della tassa sulla base dell’effettiva quantità di rifiuti prodotta in quarantena e dopo. Locali come il mio sono stati chiusi senza produrre spazzatura, poi appena riaperti mi è arrivata la tassa da pagare senza nemmeno tener conto dello stato emotivo in cui ci ritrovavamo. Perché dobbiamo pagare per un servizio che non abbiamo ricevuto? Io non protendo da un cliente che mi paghi per una pizza che non gli faccio». Insomma il malcontento resta palpabile. Ma non è escluso che, fondi permettendo, l’Ente possa individuare altre misure di sostegno. Tutto dipenderà dalle variazioni di bilancio che saranno approvate in Consiglio comunale.

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