Castellammare di Stabia, San Leonardo senza pace: focolaio tra gli infermieri

Castellammare di Stabia, San Leonardo senza pace: focolaio tra gli infermieri. Aumentano i positivi tra il personale sanitario del San Leonardo. In particolare è la Neurologia a subire il dimezzamento della forza lavoro a causa di un focolaio tra gli infermieri scovato grazie allo screening di routine che ha rivelato come il reparto fosse a rischio. Dalla nuova alla vecchia ala dell’ospedale, l’Unità che si trova al quinto piano era ancora in fase di trasloco da un locale all’altro per la presenza di alcuni pazienti. La permanenza nell’ala nuova, dove sono stati istituiti posti letto dedicati ai Covid, potrebbe spiegare l’aumento dei contagi. Così per coprire i turni della neurologia sono stati disposti trasferimenti di infermieri da altri reparti. La riorganizzazione interna del San Leonardo, in linea con le decisioni aziendali che hanno disposto accorpamenti dei reparti di medicina e percorsi separati per i Covid in tutti gli ospedali, potrebbe così rivelare le prime anomalie. «Non ci sentiamo di addossare le colpe alla direzione ospedaliera – spiega Antonio Cascone della Fsi-Usae – anche l’utilizzo di un semplice ascensore può essere causa di contagio in queste condizioni. Noi puntiamo il dito contro un’azienda che non ha creato nulla sul territorio per aiutare gli ospedali nel gestire il picco di positivi. Sarebbe stato saggio creare ospedali solo Covid come si decise all’inizio, ora il mancato accorpamento delle aree mediche, la rivisitazione e la separazione non completa dei percorsi mette a rischio personale e pazienti».

I GUARITI Per chi si è convertito a reparto Covid già da qualche settimana arrivano le prime soddisfazioni con i primi pazienti dimessi. Dalla Medicina d’Urgenza, il caposala Alfonso Criscuolo saluta soddisfatto i primi due guariti. «Non vogliamo essere definiti eroi, non lo siamo – spiega l’infermiere – svolgiamo il nostro lavoro con passione e professionalità e oltre alle tensioni arrivano anche soddisfazioni che ci ripagano del sudore versato». I primi due dimessi stabiesi – altri sono stati trasferiti nel Covid Hospital di Boscotrecase o nelle residenze dedicate alle degenze lunghe – sono un uomo ed una donna. Lei si chiama Pasqualina, ha 67 anni ed era arrivata in condizioni disperate da Pompei. La sua vita è salva grazie ai medici stabiesi, mentre il marito in casa non ce l’ha fatta ed è morto durante la degenza della moglie. Pasqualina ha saputo che non avrebbe trovato il marito a casa poco prima delle sue dimissioni.

Fonte Il Mattino

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