Capri e Anacapri, il messaggio dei sindaci a Speranza: “Ci tolga dalla zona rossa”

Capri cerca di uscire dalla zona rossa. Come scrive Il Mattino, gli amministratori isolani ci già avevano già provato all’era della zona gialla, chiedendo un lockdown differenziato, e il 2 novembre scrissero al presidente della Regione Vincenzo De Luca una nota congiunta rappresentando le proprie richieste. All’epoca, i due primi cittadini isolani, Marino Lembo e Alessandro Scoppa, avevano richiesto la ripresa delle attività scolastiche in presenza, in quanto, essendo Capri in gran parte pedonale, la maggior parte degli alunni è solita recarsi presso i rispettivi plessi scolastici a piedi, non usufruendo quindi di mezzi di trasporto pubblico che avrebbero potuto determinare occasioni di assembramento e possibile contagio.

Ma la richiesta cadde nel vuoto, mentre pochi giorni dopo la Campania venne dichiarata zona rossa. Così Lembo e il vicesindaco di Anacapri, Francesco Cerrotta, hanno stilato una nuova nota congiunta puntando ancora più in alto: investiti del caso Capri anche il ministro della Salute, Roberto Speranza, nonché, nuovamente, il presidente De Luca. Un ritorno alla carica per richiedere di esser esentati dalle misure limitative della zona rossa, come già previsto al comma 2 dello stesso Dpcm dello scorso 4 novembre.

Nell’intera isola di Capri, spiegano i due amministratori, il rischio epidemiologico risulta basso, in quanto i pochi casi verificatisi sono risultati quasi tutti asintomatici e nessun decesso è imputabile al Covid-19. Sin dal nascere dell’epidemia, l’isola ha registrato solo 126 casi positivi, con una media mensile di circa 14 positivi, a fronte di una popolazione di circa quindicimila residenti, che nel corso delle precedenti stagioni turistiche era solita triplicarsi.«Al fine di rendere un’idea concreta del contesto di lockdown naturale che la nostra isola vive ogni inverno – scrivono Lembo e Cerrotta – vi inviamo un elenco dettagliato, nel quale si può percepire chiaramente la significativa contrazione delle attività commerciali che ciclicamente avviene nei comuni di Capri ed Anacapri durante il lungo periodo invernale».

Nel Comune di Anacapri si contano infatti 40 licenze totali di bar, 30 di ristoranti e 123 di negozi non alimentari: di questi, durante l’inverno, restano aperti, rispettivamente, solo 5 bar, 6 ristoranti e 44 attività commerciali. Nel Comune di Capri, 36 licenze riguardano i bar, 46 i ristoranti e 343 i negozi alimentari. In inverno, tuttavia, solo 9 bar, 9 ristoranti e 41 negozi praticano l’apertura invernale. Una drastica riduzione, specificano gli amministratori, che avviene anche per i trasporti pubblici, sia quelli marittimi che quelli interni, riguardo al possibile rischio di assembramenti.

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