Capri, diventerà museo la Casa delle Rose donata al Comune dello stilista Dupuis

Capri, diventerà museo la Casa delle Rose donata al Comune dello stilista Dupuis. Yves Dupuis, stilista francese che ha legato il suo nome all’isola azzurra e allo stile caprese, ha lasciato in eredità al Comune di Capri la sua villetta in via Tragara perché venga trasformata in museo. Dupuis, che era approdato nell’isola nel 1968 dopo aver frequentato la scuola d’alta moda di Dior a Parigi, è scomparso nel luglio scorso a 77 anni, dopo una lunga malattia. La sua villa è un raro gioiello dell’architettura caprese. Nota come Casetta delle rose, fa parte del complesso di Villa Discopoli ed è situata in un folto giardino tropicale, ricco di palme, cespugli di rose e piante esotiche. Il bene intero entrerà a far parte del patrimonio comunale di Capri insieme agli arredi della villa, grazie a un lascito testamentario disposto dallo stesso Dupuis dopo un intenso scambio di contatti con il sindaco di Capri Marino Lembo. Scambio iniziato durante il periodo del lockdown, quando sull’isola si era saputo che lo stilista intendeva venderla: il sindaco si era detto disponibile ad acquisire l’immobile ai beni comunali per farne un museo. Decisione che aveva convinto lo stilista al punto da spingerlo a inviare al sindaco le chiavi della proprietà. Nel testamento, poi, la generosa clausola.
Dupuis, elegante e raffinato, era il simbolo di quella Capri legata a uno stile artigiano, composto da capi di una eleganza classica: tubini, kaftani, camicette e pantaloni dal taglio semplice in lino,, cotone e seta, dove dominava il bianco, tutti abiti molto amati dalle frequentatrici di Capri dagli anni 70 ai 90. In quel periodo, in cui l’isola si presentava molto diversamente da oggi, senza la presenza dei grandi marchi e griffe internazionali, Dupuis dettava stile, grazie a un team di sarte e artigiane capresi, una su tutte Gianna Cosentino, che lo seppe assistere per tanti anni nella realizzazione dei suoi capi più iconici. A transitare nella sua boutique-atelier, in una via Camerelle molto diversa da quella odierna, non solo dive come Jackie Kennedy, Ingrid Bergmann o nobildonne come la duchessa Serra di Cassano ma tante frequentatrici di quegli anni d’oro, che amavano, una volta sull’isola, spogliarsi delle forme cittadine e vestire quella moda da mare che faceva sognare per la sua semplicità e immediatezza. La villa che Dupuis ha lasciato al Comune di Capri si trova proprio sull’inizio di via Tragara, una strada che dalla fine dell’800 ha ospitato nobili, letterati, artisti attratti dalla luce solare di Capri. Sulla stessa strada infatti si trovano le ville di Cerio, la dimora dove abitò Pablo Neruda, e le case di tanti altri scrittori, tra cui Monika Mann, Curzio Malaparte e Lamberti Sorrentino, solo per nominarne alcuni. Desta curiosità che uno dei primi illustri abitanti della Villa di Dupuis a Tragara era stato il grande poeta e scrittore austriaco, di origine boema, Rainer Maria Rilke, che giunse sull’isola nel 1906, preferendo il clima di Capri al grigiore cittadino delle capitali europee quali Parigi e Berlino. Rilke giunse sull’isola mediterranea dopo aver accettato l’invito di Alice Faehndrich baronessa von Nordeck. In questa dimora, in un’atmosfera intrisa di suggestioni dal sapore mediterraneo, il poeta austriaco iniziò un periodo di grande vivacità creativa, componendo alcune delle sue liriche più belle. L’eleganza di Dupuis, un sognatore creativo che trasformò la moda Capri in uno stile che faceva tendenza nel mondo lo rendeva molto amato dalle sue clienti e amiche. Tra loro in particolare c’era Guia Grassi, storica direttrice della boutique Amina Rubinacci.

Fonte Il Mattino

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