Booksophia 2020. Prima giornata l’Intervento di Luca Vittorio Raiola

Booksophia diventa e-book Sophia, per questa edizione speciale sotto emergenza sanitaria. I relatori intervengono in conferenza da casa, gli studenti accreditati seguono da casa.Manca il luogo fisico. Conseguentemente è complicato e difficile ricavare un reportage, una intervista , un incontro come negli anni passati. Il Direttore Domenico Palumbo ha assicurato che metterà in onda le registrazioni video. Intanto noi abbiamo ricavato il video con l’aiuto di Antonino Reale,dell’intervento di Raiola, con relativa trascrizione al grezzo , ottenuta digitalmente, senza punteggiatura e senza capiverso, piena di errori . I lettore ci perdoneranno, essa è comprensibile per chi vuole intendere, magari seguendo il video.

dottoressa palumbo maria antonina  ci presenterà  il dottor luca vittorio raiola

a te la parola e rispettate i tempi per favore grazie.

 

buongiorno buongiorno a tutti allora

l’avvocato luca vittorio raiola è

dottore di ricerca in diritto pubblico e

costituzionale presso l’università degli

studi di napoli federico ii e ha scritto

ben tre monografie in materia di diritto

costituzionale da sempre ormai si

interroga sul rapporto tra politica e

magistratura e sulla distribuzione

territoriale del potere

l’avvocato oggi parlerà del rapporto

sussistente tra diritti individuali e

politica anche e soprattutto direi dello

stato di emergenza in cui ci troviamo a

vivere quindi la se la parola l’ha

votato buon proseguimento e si è appena

parola halloween

grazie domenico grazie antonina grazie

innanzitutto alle istituzioni che ha

anche per quest’anno hanno consentito

che ebook sofia si svolgesse in questa

con ira in modo che è una novità un po

per tutti e nella speranza però di

poterci rivedere presto dal vivo che può

dire è un qualcosa che ci emoziona e ci

ha dato il calore che magari gli schermi

non riescono a trasmettere quindi grazie

all’archeoclub grazie al comune di massa

lubrense grazie alle scuole ea tutti i

dirigenti scolastici e professori e

soprattutto grazie agli agli studenti

che hanno deciso stamattina di ascoltare

quello che abbiamo da dire seppur ripeto

con questa modalità che per noi è nuova

anche se io penso che

crisi servono anche a cercare strumenti

nuovi strade nuove e ripeto fermo

restando che non vedo l’ora di rivedervi

tutti dal vivo queste modalità

telematiche sono comunque utili perché

ci consentono stamattina di far

viaggiare un pensiero attraverso il web

quindi è un’esperienza di cui dobbiamo

sicuramente fare tesoro

cosa dire a viviamo in un momento dove

la libertà è i nostri diritti sono

limitati dalla situazione di fatto che

non ci aspettavamo parità questa il

virus ha minato le nostre certezze e

questo per chi come me come tutti gli

operatori del diritto ma anche i comuni

cittadini si sono sempre resi conto di

come anche il diritto nonostante il mito

della certezza del diritto sia un

qualcosa di incerto e oggi hanno poi

raggiunto incertezza all’incertezza il

virus è entrato nelle nostre vite

all’improvviso che ha scosso dalle

fondamenta

tutto ciò che erano abituati la

possibilità di stare insieme la

possibilità di viaggiare di spostarci

nella più assoluta libertà avere è

questo che abbiamo subito del subiamo

delle limitazioni alla nostra libertà

ora poiché il diritto nasce in qualche

misura per per limitare per disciplinare

per garantire le libertà

ecco che io ho pensato a questo tema

quello che poteva essere il tema di oggi

cioè il rapporto fra la libertà la

costituzione no ai tempi del copit

che appunto una sorta di situazione

emergenziale nella quale il diritto

viene in qualche modo a trovarsi dinanzi

a un fatto che ne mina le fondamenta è

il diritto soprattutto il diritto

costituzionale che nasce dal

riconoscimento delle libertà individuali

ebbene viene messo alla prova da lo

stato di emergenza in realtà lo stato di

emergenza al concetto

antico non è un concetto nuovo forse per

troppi anni siamo stati abituati a una

sorta di calma relativa ma in realtà gli

stati di emergenza sono un qualcosa

nella storia si sono verificati con

costanza e con frequenza

tanto è vero che sono sempre stati

oggetto di indagine da giuristi di

grande valore

penso sempre a carl schmitt kashmir

addirittura fonda

il diritto in particolare il diritto

pubblico sullo stato di emergenza dice

sovrano e chi decide nello sullo stato

nello stato di eccezione cioè quando si

verifica una situazione del tutto

inedita nuova grave colui il quale può

 

decidere in quella situazione è sovrano

andando così contro la concezione di un

altro grande giurista del secolo scorso

hans kelsen per cui il diritto un

sistema di regole che poi prevedono le

eccezioni quindi ci sono le regole e poi

ci sono le eccezioni da smith dice no è

l’eccezione che fonda la regola

ora chi studia diritto in particolare il

diritto costituzionale è chi in qualche

modo studia la costituzione e le

costituzioni sa che in realtà i tre

grossi filoni da approfondire sono il

tema dei diritti e dei doveri insomma

delle libertà una costruzione tra a

riconosce garantisce assicura protegge

delle libertà la libertà di spostarsi la

libertà di pensiero la libertà di

opinione

la libertà di lavorare quindi c’è un

riconoscimento di diritti doveri e c’è

una protezione delle libertà individuali

la seconda cosa che la costituzione fa

quale distribuisce il potere politico

la costituzione disegna una forma di

stato è una forma di governo da dove non

forma di stato intendiamo il rapporto

fondamentale tra governanti e governati

ok è chiaro che una democrazia

parlamentare sarà ben diversa da uno

stato totalitario perché perché diverso

il rapporto fra i governanti e governati

la costituzione oa disciplina anche la

forma politica come ad una distribuzione

del potere politico e quindi si aspetti

quali poter rispetto al parlamento al

governo ha un presidente della

repubblica

e così via ora uno stato di emergenza

dove tutto sembra scuotersi tanto più la

costituzione e ben disegnata e quando

più una democrazia e matura e più ci

saranno degli anticorpi è proprio il

caso di usare questa parola

la situazione di emergenza dei generi è

che uno stato da liberale da liberal

democratico possa in qualche modo

diventare uno stato autoritario

abbiamo visto le differenze no fra la

gestione della crisi nelle democrazie

particolare nell occidente rispetto ad

altri paesi

penso ad esempio la cina ecco gestire

un’emergenza con una costituzione che

riconosce e garantisce dei diritti che

distribuisce il potere in un determinato

modo modo ha creato non pochi problemi e

crea non pochi problemi ed incertezze la

verità è questa e poi centreremo da qui

a un attimo c’è un libro del filosofo

francese bernard l le wii che rifaccia

dire il virus che rende folli ora questo

filosofo ha come dire cercato di

esaminare gli aspetti anche filosofici

gli aspetti sociali gli aspetti che ha

avuto l’emergenza sulla vita di tutti

noi

l’impatto che ha avuto sui sistemi

istituzionali l’impatto che ha avuto su

sistemi sociali ed egli dice come amava

dire non senza ironia il grande medico

tedesco di fine ottocento padre

dall’anatomia patologica crudo swirk

un’epidemia un fenomeno sociale che

alcuni aspetti medici

questo è il momento di fare i conti con

east a cercare di descrivere alcuni

aspetti non medici di questa storia la

verità acquisto l’epidemia la pandemia

virus avuto degli effetti oltre che sul

sistema costituzionale

pensiamo all’italia molti hanno negato

la legittimità di proclamare lo stato di

emergenza molti hanno anche con una

sentenza in particolare che è annegato

il valore dei take that i famosi dpcm

insomma c’è stato un momento di una cosa

 

ci fossero trovati tutti alle prese con

 

una sorta di isteria collettiva

 

però è anche però un’altra cosa se il

 

filosofo francese importante studioso ha

 

parlato del virus che rende folico eri

 

come lo stato emergenziale possa in

 

qualche modo

 

crea gettare lo scompiglio sul sistema

 

istituzionale e costituzionale

 

e anche vero questo che per una opinione

 

strettamente personale quindi prendetela

 

per il valore che ha io penso del virus

 

possa anche rendere santi nel senso che

 

proprio nei momenti di crisi

 

proprio nei momenti di crollo o

 

quantomeno di messa in discussione di un

 

sistema era quello il momento di fare i

 

conti con se stessi come società e come

 

individuo è quello il momento di capire

 

e quello del momento da eco dalle crisi

 

questo concerto greco na una può

 

scaturire una rinascita ma rinascita

 

interiore e la un’avvenuta

 

consapevolezza quella dell’importanza

 

della cultura la cultura è l’antidoto

 

più efficace contro qualsiasi forma di

 

isteria collettiva e sociale la cultura

 

in qualcosa e ci aiuta a tenere i nervi

 

saldi e le qualcosa che ci aiuterà in

 

qualsiasi momento a capire

 

rendersi conto a non accettare

 

passivamente qualsivoglia misura

 

legislativa di altro genere

 

questo vuol dire quindi se da un lato il

 

virus ha reso folli perché abbiamo

 

assistito a una volta assistiamo a scene

 

che escono dal profondo la nostra

 

coscienza no che ci turbano l’essere

 

stato in una sorta di arresti

 

domiciliari collettivi tutti è qualcosa

 

che sicuramente ha inciso incide e

 

inciderà sulla nostra vita

 

però quello è anche il momento di essere

 

saggi quello il motivo è il momento in

 

cui dobbiamo quindi riprendere

 

consapevolezza di quello che siamo e non

 

a caso vorrei per mostrarvi altri due

 

libri

 

secondo me importante di cui consiglio a

 

tutti la vettura    e proprio pick up

 

with ex cattività the salus quali ho

 

detto cosmit e stato uno fra i più

 

importanti giuristi del novecento i suoi

 

studi spaziano dal diritto pubblico alla

 

politologia ed è uno che oggi chissà

 

cosa avrebbe detto di tutta questa

 

situazione ora è scapito in cattività

 

che salì suol dire questo dall’acca

 

situazione di cattività di prigionia di

 

limitazione delle libertà individuali

 

perché car suite o arrestato perché fu

 

accusato giustamente o meno di essere un

 

collaboratore del nazismo

 

comunque egli negò negò sempre in ogni

 

modo non è quello il punto dalla sua

 

condizione di prigionia ha lasciato

 

delle riflessioni sul sistema

 

istituzionale che ancora oggi sono

 

valide un po come gramsci che della

 

condizione carceraria ha prodotto un

 

opera che ancora oggi viene studiata e

 

approfondita

 

quindi ci sono dei momenti in cui queste

 

condizioni di cattività di limitazione

 

della libertà

 

virtuale fanno sorgere delle riflessioni

 

che magari non sorgerebbero se distratti

 

dalle vicissitudini quotidiane del

 

nostro lavoro dei vari impegni

 

registrazione non potrebbero suter

 

quindi questo momento di riflessione e a

 

mio avviso un momento importante e se

 

c’è qualcosa che si può fare quando si è

 

in crisi a riflettere su se stessi sul

 

proprio lavoro su quello che in qualche

 

modo è stato l’oggetto dei nostri studi

 

ecco l’altro volume importante che

 

consiglio salvatore satta il mistero del

 

processo l’altro plastico ed è un’altra

 

riflessione su la vita sul diritto sul

 

diritto nei tempi rivoluzionari sui

 

tempi di stato di eccezione quando tutto

 

sembra crollare come nel cambio di

 

regime nel passaggio dal sia il regime

 

no durante la rivoluzione francese

 

quindi mantenere i nervi saldi e

 

flettere continuare con un impegno di

 

studio e di ragione

 

a capire quello che sta accadendo per

 

non essere meri soggetti attuativi del

 

comando giuridico ma cittadini e

 

soprattutto uomini e donne consapevoli

 

questo è secondo me poi il messaggio che

 

penso sia di book sofia ma è sia dello

 

studio in generale una consapevolezza un

 

autonomia di giudizio cultura vuol dire

 

coltivare se stessi che ha le stesse

 

stessi per essere liberi siamo liberi se

 

sappiamo e voi vedete bene in quale

 

periodo di incertezza ci troviamo la sua

 

stessa natura di questo virus non

 

sappiamo tutto quello che vorremmo

 

sapere sono tanti che enigmi e tutte le

 

certezze che a scienza ci avrebbe dovuto

 

dare allo stato non ci ha dato ma questa

 

non è una colpa perché è chiaro che

 

occorre stavolta lo intendiamo adito ad

 

idolatrare l’assenza scienza importante

 

perazzi alla scienza e alla tecnica noi

 

oggi possiamo parlare nonostante le

 

condizioni in cui ci troviamo a vivere

 

quindi ben venga ma non sempre alle

 

risposte e soprattutto a volte su nel

 

tempo ci vuole il tempo la scienza

 

procede per talvolta errori e

 

correzionali chirurgo o come tutte le

 

esperienze umane e diciamo se

 

perché ho fatto questa premessa perché

 

in realtà io stamattina volevo fare una

 

riflessione con voi vi ripeto mi sarebbe

 

piaciuto poter guardare negli occhi gli

 

studenti professori gli ospiti che

 

stamattina ci hanno onorato della loro

 

presenza su questo invito alla

 

riflessione su questo invito alla

 

cultura che certo non ha bisogno di me

 

nel senso che lo fanno benissimo i

 

docenti e altri insomma ben più

 

autorevoli

 

io penso questo penso quando uno è in

 

dubbio legge i classici i classici sono

 

come diceva calvino

 

questa peculiarità hanno sempre qualcosa

 

di nuovo da dire che classici sono

 

eterni il classico è un qualcosa che si

 

dà una volta sola

 

perché

 

il classico qualcuno ci ha detto

 

qualcosa tutti per sempre

 

e la meraviglia la la straordinaria

 

attualità dei classici acquista che ogni

 

volta che chiedi ti rispondono io ci

 

sono quando in qua dire leggo e ne

 

parlerò di quel poco dostoevskij un

 

autore di cui mi sono letteralmente

 

innamorato all’età di     anni con cioè

 

con delitto e castigo

 

ecco io paradossalmente trovo sempre

 

delle risposte nuove il libro lo stesso

 

però ogni volta ci trovo qualcosa di

 

nuovo

 

quando leggo peso l’antigone di sofocle

 

io sì leggo sempre qualcosa di nuovo sul

 

conflitto ecco fra morale e politica tra

 

stato e società civile fra la nostra

 

coscienza che si ribella ad un comando

 

che si ritiene ingiusto e così via

 

quindi il percorso al quale ci portano i

 

classici e questo quello di avere sempre

 

delle risposte nuove da qualcosa per ora

 

il fermo è dato ora io stamattina nel

 

poco tempo che abbiamo a disposizione

 

vorrei partire dalla lettura di un brano

 

classico per svolgere con voi una

 

riflessione su scienza e potere e

 

soprattutto fra potere e individui

 

ritengo questo sia fondamentale in

 

quanto se avessi svolto un intervento

 

sugli aspetti tecnici dei decreti se ami

 

possesso a parlare dello stato di

 

eccezione di tutte le varie teorie penso

 

che come dire a pila che uxo che si

 

rivolge a una platea per lo più di

 

studentesse e gli studenti

 

sarei stato noioso anche se mi

 

piacerebbe approfondire gli aspetti

 

tecnici delle restrizioni che stiamo

 

subendo

 

ma non lo farò fiore fare qualcosa di

 

più profondo qualcosa sul quale spero

 

possa nascere una riflessione e cioè

 

partirò da questo classico per svolgere

 

una riflessione sul potere che cos’è il

 

potente e qual è il segreto del potere

 

ok ora qual è il classico l’avevo detto

 

io amo molto che a dorm dostoevskij

 

perché penso che questo scrittore russo

 

dell’ottocento

 

come può chi abbia abbia reso sia stato

 

un sottile indagatore dell’animo umano

 

ecco la capacità a mio sommesso avviso

 

di dostoevskij è quella di essere un

 

grande indagatore dell’animo umano

 

egli sia non si riesce ad inserire nelle

 

pieghe dell’anima dell’uomo per portare

 

a nudo le contraddizioni della società

 

del suo tempo

 

ecco quando ci parlano del nichilismo

 

quando si parla del rapporto fra l’uomo

 

e dio e in questo caso in questo brano

 

quando si parla del senso profondo per

 

potere e del potere sui porti ok sul

 

potere sulle anime sulle coscienze di

 

potere di uno stato di oggi noi lo

 

chiamiamo stato c’è stato un periodo

 

della storia uno stato non esistevano

 

stato un prodotto come oggi lo

 

conosciamo prodotto che la modernità

 

quindi della centrazione del potere

 

dalle periferie    ma anche su questo

 

voglio tralasciare dicevo il brano in

 

cui voglio parlare è tratto da una

 

grande opera di fjodor dostoevskij

 

fratelli karamazov ed è il danno molto

 

famoso è il brano il cosiddetto del

 

grande inquisitore chi avrà il grande

 

inquisitore ora all’interno del romanzo

 

di dostoevskij fratelli karamazov c’è

 

questa sorta di leggenda la leggenda del

 

grande inquisitore che presenta questa

 

particolarità è come se fosse un

 

racconto sganciato dall economia

 

complessiva del romanzo che li messo lì

 

come una strada gemma che brilla di una

 

luce ammaliante o scopra una luce

 

indefinita è come dire la sorta di

 

interrogativo aperto che l’autore ci ha

 

lasciato del perché lo abbiamo

 

installino perché l’abbia scritto in

 

quella non lo sappiamo che ovviamente

 

non siamo siamo aspetto padroni della

 

nostra mente figuriamoci di quella del

 

dostoevskij però questo brano ha

 

suscitato molte multe molte le

 

molte molte interpretazioni di che cosa

 

parla ora natura immagina che a siviglia

 

riceva questo grande inquisitore a prove

 

l’inquisizione era lo strumento che ho

 

usato la chiesa cattolica non a certa

 

parte della sua storia in particolare

 

nel seicento per tenere un frenare l r

 

sia per frenare gli eretici o per tenere

 

sotto controllo la società ora

 

dostoevskij maggiore questo grande

 

inquisitore che ha preso il potere sia a

 

siviglia

 

immaginate un giorno dei soldati gli

 

portino uno straniero

 

così lo hanno catturato un prigioniero

 

questo straniero e il cristo

 

nessuno lo riconosce ma il grande

 

inquisitore sì

 

egli subito lo fa portare nelle segrete

 

non dice a nessuno che il cristo lo fa

 

portare nelle segrete per chi ha paura

 

ha paura che il cristo parli

 

e non vuole che la gente lo riconosca

 

anche se va detto nessuno lo ha

 

riconosciuto ora

 

durante la notte poi il grande

 

inquisitore si porta nella cella dove

 

era rinchiuso il cristo e comincia a uno

 

fra i dialoghi più drammatici della

 

storia da letterati drammatici nel senso

 

di un confronto di un confronto serrato

 

fra il grande inquisitore e il cristo

 

beh voglio leggere soltanto due bra un

 

piccolo brano

 

grande inquisitore ricomincia

 

rimproverare il cristo dicendogli tu hai

 

sbagliato tutto

 

tu ha liberato l’uomo gli hai dato la

 

libertà non dovevi farlo perché

 

e il potere tu hai inviato le due

 

creature dando loro la libertà ma così

 

lei condannate all’infelicità e questo

 

amore odio chi ama davvero l’umanità ti

 

superbamente pretende l’impossibile o

 

che ne riconosce umilmente la debolezza

 

e si dispone a governarla ed ecco la

 

verità chi davvero ama l’umanità siamo

 

noi gli inquisitori coloro che hanno

 

risposto a tutte e tre le domande dello

 

spirito tentatore

 

ecco il segreto che non può essere

 

rivelato ad altri piatti al cristo che

 

del resto lo conosci da sempre tu e

 

sentirlo dalle labbra mi ascoltano

 

dunque noi non siamo con te siamo con

 

lui

 

ecco il nostro segreto

 

il grande inquisitore dice quindi al

 

cristo tu hai voluto dare all’uomo la

 

libertà ma l’uomo non è in grado di

 

esercitarla correttamente siamo noi gli

 

inquisitori che attraverso i roghi

 

manteniamo l’ordine e teniamo in piedi

 

il potere costituito

 

perché questo è l’unico modo di

 

disciplinare socialmente la libertà non

 

ci sono altre strade

 

tu hai sbagliato tutto e noi non siamo

 

con te siamo con lui

 

intendendo con l’unico piante un potere

 

opposto a quello del cristo quindi c’è

 

in questo brano da un lato un potere che

 

rimane occulto che rimane con un segreto

 

per i comuni come dire sudditi c’è una

 

visione

 

come dire antropologica dualista da

 

quanto i suoni sommersi coloro i quali

 

devono sottostare ad un potere che sa la

 

verità ma non la vita

 

e dall’altro ci sono gli illuminati

 

quelli che conoscono la verità

 

e proprio perché la conoscono devono

 

esercitare il potere in quel modo

 

ora cosa ha voluto dire il dostoevskij

 

molti pensano che chi sia stato in

 

qualche modo profetico della società

 

massificata da pensiamo al totalitarismo

 

che cos’è il totalitarismo un potere

 

totale che pretende di avere la potere

 

il potere sulle coscienze degli

 

individui l’autoritarismo consistenti

 

dice fai quello che io ti dico di fare

 

totalitarismo e un gradino ulteriore si

 

dice

 

pensa quello che io ti dico di pensare e

 

conseguentemente fai quello che io ti

 

dico di fare che questo è per alcuni il

 

messaggio profondo nel dostoevskij cioè

 

gli avrebbe in qualche modo con spirito

 

profetico anticipato la massificazione

 

lo schiacciamento dell’individuo nei

 

confronti di un potere sempre più come

 

dire totalizzante e totalitario ora

 

questo brano

 

suscitando poi mi piacerebbe sapere cosa

 

ne pensano gli studenti o di altre

 

ospiti suscita in noi una profonda che

 

dire consapevolezza quella che la

 

libertà è sempre in qualche modo una

 

conquista

 

in ogni modo dopo che il grande

 

inquisitore ha fatto a sua requisitoria

 

nei confronti del cristo cosa cosa

 

risponde il cristo il questo non dice

 

niente

 

c’è questo silenzio del cristo il quale

 

lo fissa intensamente nei negozi

 

poi si avvicino a lui dice dostoevskij

 

chi diede un bacio sulle labbra

 

quel punto il grande inquisitore per un

 

attimo sembra vacillare

 

e lo lascio andare via dice vai vai e

 

non tornare più quindi ecco si chiude

 

così questo brano che ci lascia sgomenti

 

per l’intensità drammatica per la

 

capacità profetica per l’intensità e da

 

questo di assolutamente incredibile che

 

ogni giorno ogni volta che lo leggiamo a

 

seconda del contesto in cui lo leggiamo

 

a seconda del nostro stato d’animo

 

sembra darci delle risposte nuove

 

ecco perché la cultura è qualcosa che

 

nutre

 

ecco che i classici come la musica

 

classica nutrono ora

 

in questo periodo ci troviamo in un

 

momento in cui la scienza e la politica

 

sembrano sovrapporsi

 

delle diceva che la scienza come

 

l’economia appartiene al regno dei mezzi

 

la politica al regno dei fini

 

quindi questa coincidenza fra due cose

 

che devono essere quantomeno parallele

 

con un grado di sopravvivere sopra

 

reazione della politica rispetto alla

 

scienza qualcosa non dobbiamo mai

 

dimenticare ho letto qualche giorno fa

 

su repubblica un intervento di gustavo

 

zagrebelsky che di questo parlava un

 

facendo delle osservazioni che sono a

 

mio avviso condivisibile condivisibile

 

gustavo zagrebelsky e professore di

 

fisica sociale del professore emerito è

 

stato anche presidente della corte

 

costituzionale che il nostro organo

 

politico proprio tre sue funzioni quella

 

di una sorta di controllo della

 

conformità delle liti la costituzione e

 

cioè cosa diceva che scienza politica e

 

tecnica

 

posso devono essere in qualche modo

 

legate ma tenuti assieme da cosa della

 

cultura

 

perché se la scienza prende il posto

 

della politica e pericoloso

 

noi ricorrenti riportava al brano di

 

primo levi che descriveva la efficacia

 

el efficienza funzionalità macchine dei

 

cambi concentramento per erano destinate

 

alla morte e quindi dobbiamo mai perdere

 

di vista il fatto che scienza politica e

 

tecnica devono essere con tensione dalla

 

cultura

 

oggi noi ci troviamo in un contesto

 

ordinamentale dove abbiamo stabilito con

 

la costituzione che un po il patto che

 

ci lega e ci sono delle cose che non si

 

possono decidere cioè la scienza può

 

decidere ma ci sono delle cose che non

 

possono essere lecite la libertà ei

 

diritti umani

 

e quindi in ogni momento della nostra

 

vita

 

se siamo cittadini consapevoli dobbiamo

 

sempre ricordarci che libertà e diritti

 

umani non possono essere oggetto di

 

alcuna forma di compressione ovviamente

 

non faccio riferimento alla situazione

 

attuale dove ovviamente delle

 

limitazioni non più che un potere

 

politico deve portare il buon senso

 

purtroppo ci troviamo in un contesto

 

dove una limitazione dovremmo essere noi

 

stessi ad arce la dobbiamo essere noi

 

stessi a capire che vanno rispettati i

 

regolamenti ma allo stesso tempo non

 

dobbiamo mai perdere di vista la

 

necessità di riflettere capire che fare

 

tutte le riflessioni che teniamo

 

riteniamo opportune su qualsiasi comando

 

giuridico in qualsiasi momento e in

 

qualsiasi epoca per qualsiasi noi siamo

 

tradire soggetti oriente a un tempo

 

limitato a un po come la mia session che

 

sta per finire però dobbiamo sempre

 

mantenere viva la necessità di batterci

 

per pure in cui crediamo e soprattutto

 

non dobbiamo mai perdere di vista la

 

necessità di essere colti essere molti

 

non per fare sfoggio io ho letto questo

 

del no di coltivare noi stessi

 

attraverso la lettura attraverso come

 

dire gli strumenti è certa a

 

disposizione la tecnologia perché no

 

quindi diciamo di armi tostati era

 

soprattutto una riflessione sulla

 

costituzione in un tempo di crisi

 

voglio spendere giusto qualche altra

 

parola su un concetto di costituzione

 

anche alla luce di quanto ci siamo detti

 

io penso questo che la costruzione ma

 

più che al più

 

precisamente il diritto nascono come

 

limite alla forza una soluzione ha senso

 

se i cittadini ci credono se la fanno

 

propria e se la consapevolezza della

 

difesa delle libertà individuali e dei

 

diritti e anche dei doveri

 

viene sempre più percepita con una sorta

 

di verità dai consociati

 

io ricordo sempre quella frase di strani

 

star e starlet tutti gli dei

 

furono immortali è un ossimoro cosa vuol

 

dire chi dei furono i mortali erano

 

immortali quando quando qualcuno ci

 

credeva se le persone non ci credono più

 

idee comprare ecco la stessa cosa vale

 

per i diritti per le libertà ci dobbiamo

 

credere perchè in qualsiasi momento

 

potremmo non crederci invece il miracolo

 

del diritto oltre il diritto costruzione

 

è proprio quello che una società che si

 

organizza e si dà una disciplina che si

 

dà delle regole le costituzioni ho un

 

concetto tra il rat storicistico nascono

 

vivono e muoiono le costituzioni si

 

posso cambiare si possono cambiare però

 

quello che a mio avviso non dobbiamo mai

 

perdere di vista e la necessità di

 

avere sempre tele sempre bene a mente la

 

l’importanza della libertà e dei diritti

 

ecco io avevo promesso che avrei finito

 

un po prima di intervento per consentire

 

agli studenti di fare delle domande

 

dovevo parlare fino a meno       sono le

 

quindi se ci sono delle domande io

 

rispondo volentieri così può agire

 

ecco in quest ottica di condivisione

 

condivido un po anche i vostri dubbi e

 

proverò magari a soldier di grazia

Italiano (generati automaticamente)

 

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