Bisogna sognare in grande! Kamala Harris: io sarò la prima ma non l’ultima. Il commento di Patrizia Porzio da Ravello

Bisogna sognare in grande! Kamala Harris: io sarò la prima ma non l’ultima. Il commento di Patrizia Porzio da Ravello in Costiera amalfitana . A poche ore dalla vittoria, non del tutto scontata, del democratico Joe Biden, gli Stati Uniti d’America si ritrovano come Presidente un signore non più giovanissimo, con alle spalle una carriera di politico di circa mezzo secolo di vita e al suo attivo una vicepresidenza nell’amministrazione Obama.
Figura rasserenante, espressione dell’area moderata del Partito Democratico, ha impostato la sua campagna elettorale incentrando tutto sul tema del “protezionismo sociale”, dalla salute, alle discriminazioni sociali denunciando più volte di voler mettere mano alle disparità del sistema sanitario americano, vecchio cavallo di battaglia del suo Presidente Obama.
Biden a volte zio d’America con uno sguardo rivolto alla Nato e all’Alleanza Atlantica con la speranza di ritrovare la leadership statunitense, altre volte zio Tom, paladino della middle-class afroamericana.
Comunque sia, Biden rimane il presidente più anziano degli Stati Uniti d’America dove, a quanto pare, poco conta la rottamazione dei politici di mestiere e tanto, in periodo di pandemia e tracollo dell’economia nazionale, l’affidabilità e l’esperienza.
Quasi a riportare un equilibrio in una America dalle forti contraddizioni e dai repentini mutamenti c’è lei, la grande vincitrice di queste elezioni Kamala Harris, la prima vicepresidente donna della storia degli USA con una carriera politica di tutto rispetto che, da contraltare a Biden, rappresenta la linea più progressista del partito.
Parla da leader, Kamala ed incarna il sogno americano rilanciando l’importanza del ruolo delle donne nei posti di comando – io sono la prima ma non sarò l’ultima! – “Questo è un Paese delle opportunità! È ora che inizi il nostro lavoro, duro. necessario, buono per salvare l’iter e battere la pandemia, risollevare la nostra economia, sradicare il nazismo, riportare un sistema di uguaglianze e guarire l’anima della nostra nazione”. Questo il primo chiaro messaggio della Harris che, con la sua vittoria, passerà alla storia come prima donna vice Presidente, prima donna di colore e prima donna asiatica.
Aldilà del “tetto di cristallo” e delle differenze remunerative è in atto una lenta ma straordinaria “rivoluzione silenziosa” quella che porterà in futuro più potere alle donne fino a farle rivestire ruoli di comando storicamente ad appannaggio degli uomini. Le elezioni presidenziali negli USA lo dimostrano.
Joe Biden è solo un veicolo temporaneo per rompere le ultime discriminazioni di genere della società americana. Spetterà alla Harris dare la giusta tabella di marcia all’amministrazione Biden ed assicurarne la continuità.
“Bisogna sognare in grande” dice Kamala Harris ed il sogno americano si veste con il suo colore migliore, il total white come l’abito da lei indossato sul palco per celebrare la sua vittoria e di tutte quelle donne che attraverso lei avranno una voce in più e consapevoli che da oggi in poi sarà una DONNA la prima e non l’ultima a rivestire la più alta posizione politica al mondo.

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