Banco alimentare, boom utenti: 62mila salernitani chiedono cibo

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Banco alimentare, boom utenti: 62mila salernitani chiedono cibo. Dall’inizio dell’anno a oggi, nella provincia di Salerno, gli utenti del Banco alimentare sono aumentati del 30%. Se fino al 2019, le persone aiutate erano 48.140, si è arrivati ora a superare il numero di 62.000. I dati del territorio sono in linea con quelli regionali: in Campania si è passati da 154.000 a 210.000 utenti. Ci si trova di fronte a una quantità enorme di alimenti donati nel solo territorio salernitano: circa 2.700.000 chilogrammi di cibo per un valore commerciale che supera i 5 milioni di euro. Numeri pesanti, ma prevedibili: una crisi sanitaria genera sempre nuovi poveri.
RACCOLTA CON LE CARD Una delle fonti di sostentamento del Banco è la Giornata nazionale della Colletta alimentare, che quest’anno non si tiene nella forma classica con i volontari dalle pettorine gialle a presidiare i supermercati di tutta Italia. «In piena pandemia – dice Roberto Tuorto, direttore regionale del Banco – non ce la siamo sentita di far rischiare i nostri ragazzi, ma abbiamo trovato un modo diverso per celebrare la XXIV Giornata, il cui slogan è Cambia la forma, non la sostanza. La Colletta sarà dematerializzata. Nei supermercati convenzionati, tutti dotati di un software specifico, saranno disponibili alle casse delle card da 2, 5 e 10 euro che verranno convertite successivamente in prodotti per le persone in difficoltà. Il quantitativo di prodotti alimentari sarà assegnato alla sede centrale della Fondazione, che provvederà a ridistribuirlo sulla base del numero degli utenti assistiti senza differenza tra regione e regione. Nella provincia di Salerno sono 90 i supermercati convenzionati, in tutta la Campania 448. È possibile trovare la lista completa sul sito regionale: www.bancoalimentare.it/it/campania. Quest’anno, tra l’altro, la Colletta durerà quindici giorni. Iniziata ieri, terminerà il prossimo 8 dicembre. Aggiungo che, dal 1° al 10 dicembre, si potranno acquistare le card anche al termine dei propri acquisti su Amazon». Ma il Banco Alimentare Campania è un cantiere perenne di iniziative.
LE PARROCCHIE «Partirà nel periodo di Natale un progetto semestrale ideato insieme alla Regione Campania – anticipa Tuorto – per aiutare circa 4mila immigrati che lavorano nei campi della Piana del Sele. Ci ha dato un aiuto enorme la Migrantes diocesana, che in sette giorni ci ha consegnato dati e documenti di circa 500 giovani stranieri. Stanno lavorando tantissimo le parrocchie. Noi siamo passati da 119 a 134 enti convenzionati, associazioni che si occupano della distribuzione del cibo ai richiedenti. In quel numero rientrano le diocesi salernitane. Ognuna ha tante parrocchie che hanno come riferimento il Banco. Da gennaio a oggi, le parrocchie convenzionate sono aumentate del 20% perché i poveri bussano proprio alla porta dei sacerdoti per chiedere aiuto. La Provvidenza ci aiuta e riusciamo a inventarci sempre modi nuovi per incamerare cibo da ridistribuire. Una grande aiuto è venuto dal Fondo Indigenti, voluto dal Ministero delle politiche agricole (50 milioni di euro assegnati dal Decreto Cura Italia), che sta acquistando da categorie di produttori in difficoltà alimenti da destinare ai poveri. Per questo abbiamo a disposizione l’olio degli olivicoltori della Puglia o il pecorino dei produttori sardi». È un lavoro immane quello dei 62 volontari e dei 5 dipendenti del Banco alimentare Campania (sede centrale a Fisciano). Un lavoro reso ancora più duro dalla pandemia. «Facciamo test sierologici ogni quindici giorni – spiega ancora Tuorto – e abbiamo protocolli severissimi da seguire. I fornitori per esempio possono venire in sede solo su appuntamento, a orari prefissati, e abbiamo acquistato un macchinario per fare noi stessi le sanificazioni. Ma voglio fare un appello, rivolto a tutti, per venirci a dare una mano». Quanti volontari mancano al Banco? «Un numero infinito – risponde il direttore – più volontari abbiamo e più riusciamo a fare».

Fonte Il Mattino

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