Arresto e multe fino a 1.000 euro: cosa si rischia con l’autocertificazione falsa

Autocertificazione? È importante portarla con sé tanto quanto la mascherina. Come riporta Il Mattino, si rischiano fino a 6 anni di reclusione per uno spostamento senza valida motivazione. Andare a trovare un amico e mentire sulla ragione dello spostamento è considerato reato: è una falsa attestazione a pubblico ufficiale. Il punto è che si deve sempre essere in grado di motivare perché ci si sta spostando. La maggior parte delle multe sono amministrative e vanno da 400 a 1000 euro, dimunuite di un terzo se si paga entro 5 giorni, e quindi 280 euro. La multa può scattare per gli spostamenti non giustificati o senza mascherina, per chi viola il coprifuoco, il divieto di assembramento o di distanziamento sociale.

I risvolti penali. L’autocertificazione va compilata ai sensi dell’art. 495 del codice penale. Può richiederla, e visionarla un pubblico ufficiale: in caso di falsità il reato è “dichiarazioni mendaci a pubblico ufficiale”. Se da un controllo dovesse emergere che nell’autocertificazione ci sono dichiarazioni non corrispondenti al vero scatta la denuncia per falsa attestazione a un pubblico ufficiale, reato punito con la reclusione da uno a sei anni.

Se invece si è sottoposti a quarantena (se si è positivi) e si va in giro scatta il reato di epidemia colposa, punito da sei mesi a tre anni. Chi non rispetta la quarantena rischia la reclusione da 3 a 18 mesi, un’ammenda da 500 a 5.000 euro. La violazione dell’isolamento fiduciario, in caso di attesa del tampone o di contatto ritenuto a rischio anche tramite l’alert dell’App Immuni, rientra invece nelle sanzioni amministrative e non penali.

Le regole per spostarsi sono diverse a seconda che ci si trovi in una regione rossa, arancione o gialla. Sono zone rosse la Provincia autonoma di Bolzano zona rossa, Lombardia, Piemonte, Calabria e Valle d’Aosta. Sono regioni arancioni Abruzzo, Basilicata, Liguria, Toscana e Umbria, Puglia e Sicilia.

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