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Amalfi, il giornalista Sigismondo Nastri ed i vecchi detti legati alla festa di Sant’Andrea

Amalfi. Il giornalista Sigismondo Nastri, con un post sulla sua pagina Faceboo, ricorda i vecchi detti legati alla festa di Sant’Andrea Apostolo: «Alla ricorrenza di Sant’Andrea apostolo, in calendario il 30 novembre, fanno riferimento alcuni vecchi detti, per lo più riferiti al meteo: “Sant’Andrea, ‘a neva ‘mpoléa”, ad esempio. Cioè (come lo interpreto io): “Sant’Andrea, la neve in grembo”. Questa espressione, ‘mpoléa, è tipicamente amalfitana. Non ce n’è traccia nella lingua napoletana. Cerco di perciò di far leva sui ricordi.

Ad Amalfi ‘mpoléa significava “dint’ ‘o mantesino”: dentro il grembiule, indossato dalle donne durante i lavori domestici, dalla vita in giù, annoccato sulla schiena. Che, oltre a proteggere dalle macchie, dagli schizzi del ragù e non solo del ragù, aveva altri usi: quello di presine quando c’era da spostare una pignata dal fuoco o portare a tavola una zuppiera bollente, e di canestro per piccoli trasporti in ambito domestico: patate, uova, legno o carbone per la fornacella. Bastava tener sollevato il lembo inferiore con una mano e il gioco era fatto.

Quando una mamma stava seduta, col bimbo piccolo appoggiato sulle gambe e abbracciato al seno, capitava che commentasse, compiaciutache ‘o teneva ‘mpoléa, stritto stritto. Quante volte ho sentito, da ragazzo, tra vicine di casa: «Ngiulì’, aggio cuóto ‘e pummarole, ne vuò’?». «Grazie, Marietté’, ma comme m’ ‘e porto?». «T’ ‘e miette ‘mpoléa». E il mantesino diventava subito cesto, paniere, scodella, scegliete voi.

Trovo anche un proverbio piemontese: “A sant’Andria o freido sciappa a pria”, e uno genovese: “Pe sant’Andria u freidu u sciappa a pria”. Il significato è lo stesso: Per sant’Andrea il freddo spacca la pietra”.

Legati alla festa di sant’Andrea esistono altri detti, che pure mettono la ricorrenza in rapporto con le condizioni climatiche: “A Sant’Andrea la neve è per la via”; “Sant’Andrea porta o neve o bufera”.

E proprio perché fa freddo si pensa anche a rifocillarsi bene: “Per Sant’Andrea, ti levi da pranzo e ti metti a cena” (con lo sguardo, ovviamente, già rivolto alle festività di fine anno). Dulcis in fundo, “Da Sant’Andrea, del maiale venticinque giorni a Natale” (gira e gira, alla fine a rimetterci è sempre il povero porco: capita a Natale, come pure a Pasqua)».

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