Alla Tavola Natalizia dei Campani, si paga alla Romana l’Eccesso Virale Partenopeo

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Qualcuno dovrebbe svelare al Governatore De Luca, che l’unica Zona Rossa in Campania, purtroppo non è solo quella dell’Aglianico, al contrario di quanto da lui “simpaticamente” affermato.

Proviamo ad analizzare la questione in maniera più obbiettiva, bypassando tutte le furbe strategie della politica locale.

A differenza dell’inverno scorso, i bollettini dei casi covid sui media, in questa seconda ondata non riportano quasi più, i dati relativi ai casi nelle singole province della nostra regione, invece è molto interessante analizzarli.

Tra i più recenti, scopriamo che:

Napoli 92.583 (+1.609)

Caserta 28.185 (+654)

Salerno 18.454 (+469)

Avellino 6.956 (+142)

Benevento 2.727 (+66).

Alla luce di questi numeri, non sarebbe sbagliato che De Luca, di concerto con i cinque sindaci delle province campane,  richiedesse al governo, il restringimento della zona rossa, al solo territorio napoletano?

In sostanza è proprio questa, l’area provinciale più delicata e maggiormente soggetta al contagio covid, sia per densità di popolazione che per conformazione territoriale.

Sono sotto gli occhi di tutti le immagini sui media nazionali, delle oggettive difficoltà dei napoletani, a mantenere quel “distanziamento” minimo, necessario a garantire il controllo del contagio.

Gli assembramenti di ottobre sul lungomare di via Caracciolo, e quelli più recenti dell’addio a Maradona, fanno prevedere il peggio per i giorni di Natale, soprattutto nei vicoli di San Gregorio Armeno e nei locali della movida cittadina.

Nelle restanti province tuttavia, dove il contagio registra numeri poco preoccupanti, grazie soprattutto alla minor densità abitativa dei territori, sarebbe doveroso invece, allentare i divieti per favorire la ripresa economica e sociale.

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