Alla Reggia di Caserta lavori di restauro alle camere da letto di Gioacchino Murat e Francesco II per riscoprirne l’originaria bellezza

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Alla Reggia di Caserta sono iniziati i lavori di restauro delle camere da letto di Gioacchino Murat e Francesco II, con l’intento di riportarle all’antico splendore un po’ offuscato dal tempo e rendere nuovamente visitabili.

Il letto di Gioacchino Murat rappresenta una vera e propria opera d’arte, impreziosito da una ricchissima decorazione realizzata con fregi di legno dorato che rappresentano vari soggetti, come elmi, lance, spade e teste di leone su uno dei due lati del letto. Su quattro picche si erge il baldacchino, dal quale discende un tendaggio di raso avorio e blu. Purtroppo – come riportato da “Grande Napoli” – i tessuti e l’intera struttura versano in un cattivo stato di conservazione ed è quindi indispensabile un lavoro di restauro per preservare il valore artistico e culturale. Tutti i tessuti del tendaggio del letto sono stati smontati e si provvederà all’aspirazione del particolato con interposizione di poliestere di protezione. Verrà poi eseguito un test di solvibilità dello sporco con sostanze solventi organiche e si provvederà all’eliminazione di alcune macchie. Le parti di legno saranno disinfestate da attacchi xilofagi per poi procedere alla rimozione degli strati sovrapposti alla superficie. Si effettuerà poi la stuccatura e rasatura delle lacune, con accompagnamento di colore attraverso pigmenti naturali. Ed infine si completerà il restauro con un trattamento degli elementi costituiti da ottone e piombo per poi procedere al riassemblamento degli elementi.

Anche il letto di Francesco II è di una bellezza sconvolgente, realizzato in legno di mogano a doppia testata, culminante con quattro busti che raffigurano Pallade e Marte. Le due spalliere presentano ornamento con due figure alate e fregi in ottone. Nel punto degli angoli una decorazione con quattro leoni alati. Il baldacchino è, invece, composto da una pedana ed un padiglione d’oro, che termina con una corona dalla quale scende un tendaggio di raso avorio. La sovrastruttura costituita da legno intagliato si sorregge su quattro montanti e presenta ornamenti di stoffa. I preziosi tessuti risalgono all’inizio del 1800 ed anche in questo caso non sono in ottime condizioni, con diversi strappi e zone in cui il colore ha perso la bellezza originaria. La bellezza della base di legno è compromessa da piccole rotture, sollevamenti, fori di sfarfallamento e lacune dovute ad infestazione di xilofagi. Fenomeno analogo sulle quattro lance su cui si sostiene il baldacchino, con riduzione della doratura ed integrazioni di colore di restauri pregressi che poi col tempo sono diventate nere. Lungo la base sono evidenti le ossidazioni dell’ottone dei fregi, i quali sono mal ricollocati alla luce di precedenti restauri. Mancano poi parti della decorazione.

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