Vietri sul Mare dice addio all’ex sindaco e medico Domenico Di Stasi

Vietri sul Mare dice addio a un simbolo politico della città: è morto il medico chirurgo Domenico Di Stasi, sindaco del centro della Costiera dal 1974 al 1975 e stimato professionista che per decenni ha assistito particolarmente le famiglie degli operai della zona. A raccontarci di lui è Antonio Di Giovanni sul quotidiano La Città di Salerno.

Uomo di grandi qualità umane e professionali, è stato amato dalla cittadinanza per il suo essere “libero e ribelle” rispetto alla politica di quegli anni. Democristiano di ferro, ispirato dalla politica di Aldo Moro e quindi con aperture verso la sinistra, Di Stasi fu un elemento “spurio” nella Dc dell’epoca. Lui fu uno dei primi “morotei” della Dc salernitana insieme a Donato Cufari, Nicola Lettieri, Michele Pinto. Basti pensare che a Vietri, in quegli anni vi fu un monocolore democristiano, a danno di un Partito Comunista che non riusciva, pur votato da tanti operai vietresi, a diventare forza di maggioranza. Di Stasi fu un uomo di non facile collocazione all’interno del partito, forte della sua posizione di uomo amato dalla classe operaia vietrese. Prima di diventare sindaco Di Stasi venne espulso dalla Dc per le sue posizioni filo- comuniste, ma ebbe l’intuito di creare una lista autonoma, “Il Campanile”, che gli permise poi la rielezione.

Aperto alla sinistra laica, da sindaco, diede vita a una amministrazione e di sinistra alleandosi con comunisti e socialisti. Per la prima volta suo vice sindaco fu il giovane socialista Franco Marciano mentre l’assessore al turismo fu il comunista Ernesto Sabatella. Con Di Stasi iniziò la costruzione delle palazzine Iacp di via Cafasso, ancora oggi “fiore all’occhiello” di Vietri. L’ex primo cittadino non esitò a schierarsi contro il suo partito: in occasione del referendum sul divorzio, infatti, creò a favore del “no”, un vasto schieramento che fu determinante per il risultato finale. A Vietri sul Mare il “no” prevalse con circa 300 voti di scarto e quindi il Comune di Vietri sul Mare risultò allora l’unico “divorzista” dell’intera Costiera Amalfitana.

La storia di Domenico di Stasi è proseguita poi dopo la sua fuoriuscita dal consiglio comunale e dopo aver abbandonato una politica che non gli apparteneva più, cercando di coinvolgere i giovani vietresi nel creare una nuova classe dirigente libera, aperta, senza legami con gli apparati di partito, ma che fosse veramente a disposizione del popolo. Una utopia che, forse, ha perseguito fino alla morte, ed il suo incedere lento, pacato, mancherà per il corso di Vietri sul Mare. Domenico Di Stasi era la “politica”, era il dottore degli operai.

Antonio Di Giovanni

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