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Viareggio (LU). Retrospettiva di Gualtiero Passani con monografia, curate da Lorenzo Pacini. foto

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    Articolo di Maurizio Vitiello – Lorenzo Pacini dedica una monografia a Gualtiero Passani.

     

    Ci voleva questa monografia curata con grande passione e precisione da Lorenzo Pacini.

    “I colori di una vita”, 260 pp., oltre agli scritti e alle foto dei dipinti, riporta le opere di scultura di Gualtiero Passani, insieme alle prose e alle poesie che ha scritto lungo gli anni; è un raccolto e accorato racconto vissuto con emozione.

    Domenica 4 ottobre 2020, a Villa Paolina, è stata inaugurata la mostra “Gualtiero Passani, i colori di una vita”, curata dal Centro Studi d’Arte Lorenzo Pacini; la mostra resterà aperta fino al 10 gennaio2021; orari: dal mercoledì al sabato 15,30-19,30; domenica 9,30-13,30 e 15,30-19,30.

    La villa è, oggi, sede dei Musei Civici che comprendono le Sale Monumentali, il Museo Archeologico e dell’Uomo “Alberto Carlo Blanc”, dove sono raccolte testimonianze preistoriche provenienti da diverse zone della Toscana del nord, come manufatti litici del Paleolitico e ceramiche del Neolitico, ma anche l’Atelier Alfredo Catersini e il Museo degli Strumenti Musicali “Giovanni Ciuffreda”.

    L’ottecentesca Villa Paolina Bonaparte, detta “Il rifugio di Venere”, sorge isolata nel cuore di Viareggio, edificata nel punto in cui, secondo la leggenda, il mare restituì il corpo di Percy Bysshe Shelley.

    Paolina, la ben nota sorella di Napoleone, che molto amava la poesia di Shelley, ne commissionò la costruzione e vi s’ìnsediò nella metà dell’Ottocento, per essere vicina all’amato musicista Giovanni Pacini.
    La villa, ultima e riservatissima dimora della Bonaparte, riverbera nella compostezza dell’impianto e nella sobria eleganza degli arredi il gusto ricercato di Pauline che qui visse gli ultimi anni della sua vita, prima della dolorosa trasferta a Firenze.

    Lontana dai fasti parigini, ma non priva di preziosismi, la villa è stata luogo di cultura, ma anche di ritiro per Paolina, dopo la morte dell’amato fratello Napoleone; da qui l’organizzazione degli spazi con il piano superiore dedicato ai più riservati “appartementi della principessa”, con un gusto decorativo, che nello stile parigino, alterna putti romantici, scene tratte dall’Orlando Furioso, ghirlande e finti tendaggi.
    Gualtiero Passani, che è stato un forte uno degli artisti più rappresentativi del ’900, è scomparso un anno fa all’età di 93 anni; era nato a Carrara e ha girato molto conoscendo diverse città.

    Ha trascorso gli ultimi sereni anni a Lucca, dove si è dedicato completamente alla pittura, al suo mondo d’immagini.

    Da docente è stato un maieuta e ha continuato a seguire tutti gli sviluppi internazionali dell’arte.

    Ha dipinto per oltre 70 anni motivando i suoi vari soggetti con colori timbrici e nelle varie scale cromatiche possibili.; insomma, ha studiato il colore e le sue nuances, nonché le sue trasparenze, le sue filigrane di luce.

    La giusta retrospettiva puntualizza percorsi e sperimentazioni; d’indubbia fascinazione le sculture prodotte con materiale di recupero realizzate alla fine degli anni ‘50 del secolo scorso e le intriganti e valide composizioni concretizzate nei decenni di ricerca.

    Interessanti le poesie e le prose che possono esser lette dal catalogo-monografia; senz’altro, appunti emozionali di un’intera vita vissuta per l’arte che Gualtiero Passani ha onorato.

    Il capacissimo curatore, Lorenzo Pacini, ha disposto l’allestimento della mostra con le opere dell’ultimo periodo per, poi, declinare sino a quelle degli anni ’40 e ’50; la scelta è stata determinata dal desiderio di Gualtiero Passani, che, aveva voglia di realizzare, appena le sue condizioni di salute lo avrebbero permesso, un’opera molto simile a quella da lui concepita nell’estate del 2019, un collage motivato da ricchezze cromatiche.

    Purtroppo, non ha avuto la possibilità di eseguirlo, perché, la malattia ha colpito e proprio per questo motivo, Lorenzo Pacini ha pensato di inserire in esposizione come prima opera l’ultima realizzata dal Maestro.

    Fondamentalmente, è stato un artista “glocal”, globale quanto, contemporaneamente, locale, insomma da “cittadino del mondo” e da “viaggiatore dell’anima” ha operato suscitando, oggi, l’interesse di collezionisti e studiosi di tutto il mondo.

    Maurizio Vitiello

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