Sorrento. Ricorso per i Rolex sequestrati

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Sorrento. Ricorso per i Rolex sequestrati. Ecco quanto scrive Salvatore Dare per l’edizione odierna di Metropolis. Può essere il primo snodo cruciale dell’inchiesta sui presunti falsi incidenti organizzati per raggirare le compagnie assicurative. È quello previsto per martedì mattina al Tribunale del Riesame di Napoli dove si discuteranno i ricorsi presentati da alcuni indagati finiti agli arresti domiciliari per l’inchiesta condotta dalla  guardia di finanza di Massa Lubrense e Torre Annunziata. Sotto la luce dei riflettori dei giudici della libertà c’è soprattutto l’istanza formulata dall’imprenditore Gianluca Izzo, originario di Vico Equense, ma molto noto a Sorrento, indicato dalla Procura come uno dei principali “motori” del meccanismo giudicato illecito per frodare le assicurazioni. L’indagato si è visto anche sequestrare 32 rolex e un Longines – per un valore complessivo di decine di migliaia di euro – al termine di un’accurata perquisizione eseguita dalla fiamme gialle che ritengono questi orologi di lusso frutto comunque del giro corruttivo andato avanti anche dinanzi all’ufficio del giudice di pace di Sorrento.

Izzo è agli arresti domiciliari così come l’avvocato Giovanni Pane e due consulenti tecnici nominati dal giudice di pace di Sorrento, Vincenzo Polito di Casola e Luigi Giuseppe Arpaia di Pompei, anche loro – secondo le ricostruzioni della procura di Torre Annunziata – pienamente operativi nel presunto sistema fuorilegge.

I finanzieri, sinora, contestano un paio di incidenti che appaiono fasulli e hanno portato all’attenzione del giudice delle indagini preliminari del tribunale di Torre Annunziata Mariaconcetta Criscuolo diversi elementi robusti che inducono a contestare il giro di tangenti per frodare le assicurazioni. Ci sono non solo appostamenti e rapporti, ma anche intercettazioni telefoniche. Gli inquirenti vanno avanti nel proprio filone di indagine e ritengono doveroso approfondire i controlli.

In tal senso vanno lette anche le perquisizioni degli studi professionali e delle abitazioni dei principali indagati, con l’obiettivo di recuperare ulteriori fonti di prova da poter portare all’attenzione del gip Criscuolo. In questa circostanza sono stati sequestrati gli orologi a Izzo.

Per ora, sia chiaro, rimangono le iniziali ipotesi di due frodi ai danni di compagnie assicurative grazie. La prima coinvolge Polito che, per la procura, ha depositato al giudice di pace di Sorrento una perizia falsa con cui stabiliva in 10 mila euro il danno causato alla Ferrari di Izzo.

In cambio, la promessa di 2.500 euro, poi divenuti 1.500, con pagamento in contanti da parte dell’avvocato.

La seconda questione riguarda anche Arpaia, medico e consulente nominato dal giudice di pace, che per appena 200 euro, ha presentato al giudice di pace di Sorrento una perizia attestante falsamente l’esistenza di un nesso causale tra un ulteriore incidente stradale e le lesioni riportate dal conducente di un veicolo apparentemente entrato in collisione con un altro veicolo condotto da Izzo, riconoscendo la sussistenza di un danno biologico nella misura del 3 per cento.

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