Sorrento, Attardi sul covid-19: “La gente si è sentita sola, bisognava dividere contagiati da sani”

Prima eravamo nella fase due, ora siamo oltre, in una fase costruita lentamente perché non sono state rispettate le regole. Così esordisce il dott. Raffaele Attardi, noto chimico di Sorrento.

raffaele attardi sorrento

Eravamo arrivati a fine aprile con zero contagi. In tutta Italia si è deciso che questo virus non esisteva più. Ne abbiamo avuti di ritorno dalla Sardegna e da altri posti. Prima della malattia bisogna capire che il problema è il contatto, tutte le epidemie, anche le semplici influenze o infezioni, nascono da una relazione tra paziente malato e paziente sano.

Poi sulle falle degli organi sanitari in Campania e Italia: Bisognava interrompere queste relazioni pericolose. Si è aggravata la situazione mettendo i positivi a casa con gli altri familiari, infettando tutti. Avremmo potuto fare come quando abbiamo accolto i marittimi di rientro dalle navi, prendendo le persone sane e mettendole in alloggi separati. Abbiamo alberghi completamente chiusi, potevano essere utilizzati per gli altri.

Secondo me bisognava bloccare il contagio – insiste Attardi. O si separa il contagiato, o si separano persone sane. L’assistenza territoriale e il tracciamento soffre dall’inizio, non eravamo preparati. Un sistema territoriale basato sul medico di famiglia che deve assistere a più di mille pazienti non poteva resistere a questa batosta. La gente si è sentita anche sola, ci voleva un sistema di segreteria centralizzata, dopo tre squilli qualcuno deve rispondere. Si esce dalle crisi anche cambiando i processi o migliorandolo oppure si finisce in una grande confusione o spreco di risorse.

Commenti

Translate »