“Si trattava di un esempio per dimostrare ai ragazzi che non hanno bisogno di sbirciare”, ha commentato il dirigente scolastico Domenico D’Alessandro. Il fatto, riferisce il preside, ha coinvolto due studentesse. “A me è stato riferito da alcuni alunni”, spiega all’Ansa il preside che è in quarantena per via di un caso in segreteria ma ha già parlato con l’insegnante. “Non sembra che questi ragazzi siano stati obbligati – racconta – Nei giorni precedenti qualche studente aveva effettivamente dato una sbirciata agli appunti, quindi la professoressa ha pensato di dimostrare loro quanto fosse inutile. Quindi ha fatto un esperimento con due ragazzine molto brave, facendole bendare. Sono state interrogate e hanno preso nove. Voleva essere un esempio”. D’Alessandro preferisce non pronunciarsi “sulla bontà o meno” della cosa ma è certo che la professoressa “non ha alcuna intenzione di replicare l’esperimento. Parliamo di una docente molto amata e apprezzata dai ragazzi”. Il preside, in ogni caso, nei prossimi giorni ascolterà anche gli studenti che, intanto “ne hanno riparlato anche con la docente e tutto è stato visto in forma ludica. Io non ero in classe, ma conoscendo la professoressa e il suo valore mi rifiuto di pensare che possa aver operato per violare la libertà dei suoi studenti”.