Sant’Antonio Abate. Il presepe anti-Coronavirus

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Sant’Antonio Abate. Il presepe anti-Coronavirus di Imparato: l’artista con la carta pesta ha modellato pastori con mascherina e Natività distanziata

L’arte presepiale che racconta l’emergenza sanitaria. L’idea di un presepe in stile Covid, per rappresentare il difficile momento che l’Italia e tutto il mondo sta vivendo, è di Costantino Imparato, event planner di Sant’Antonio Abate. La sua opera, curata nei minimi particolari, vuole trasmettere un messaggio di speranza più che di paura. Infatti nel suo presepe, Costantino ha posizionato i tre re magi l’uno lontano dall’altro come se rispettassero il distanziamento sociale con in mano l’autocertificazione per giustificare il loro viaggio verso la grotta, una signora affacciata al balcone, con uno striscione “Andrà tutto bene” canta e suona un mandolino, fuori alla porta della fioraia, simbolo delle attività commerciali in crisi, c’è un cartello “chiuso causa fallimento”, i pastori indossano la mascherina e uno ha un foglio con scritto “Autocertificazione, tampone negativo, accesso consentito alla capanna”, c’è anche una stanza con un letto con un cartello “obbligo tampone”. «Ho avuto la passione dei presepi fin da piccolo, me l’ha trasmessa mio nonno. Fin da bambino ho sempre iniziato a realizzare il presepe a settembre con materiali di riciclo.- ha dichiarato Costantino Imparato – Il presepe di quest’anno, realizzato con materiali poveri, ha avuto una lavorazione di circa un mese». Tutti gli oggetti sono realizzati con dei cartoni e con carta pesta. «Ho sempre realizzato personalmente la carta pesta riscaldando sul fuoco la farina, l’acqua e la colla vinilica», ha precisato l’artista. Costantino, che fin da bambino ha sempre avuto la passione per il riciclo creativo, attraverso la rappresentazione della natività ha voluto raccontare le ansie e le paure di molte donne che dovranno partorire in questo periodo. «Nella Natività ho posizionato San Giuseppe dietro a un vetro, perché non può assistere al parto della Madonna. Ho rappresentato la Natività così per raccontare il periodo difficile che molte donne in attesa stanno vivendo e per rappresentare anche i tanti padri che non potranno assistere al parto. Mi sono ispirato – ha aggiunto – anche alla situazione che vivrà mia sorella che è in attesa e che

partorirà a inizio febbraio, e come molte altre donne, sarà sola in ospedale». Costantino ha quindi rappresentato ciò che si vive nella quotidianità senza ironizzare sulla classica Natività. Costantino che cerca di tramandare la sua passione visto che ha tenuto con varie associazioni anche corsi per insegnare a fare il presepe con materiale di riciclo indirizzati a bambini disabili e autistici, a studenti delle scuole elementari. Quest’anno però «ho voluto trasmettere un messaggio di fiducia e di ottimismo con l’augurio di tornare quanto prima alla vita di tutti i giorni», ha concluso.

Fonte La Città di Salerno

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