Salerno commercianti furiosi criticano scelte della regione e del governo

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Venerdì scorso abbiamo assistito ad un clima incandescente a Napoli poi pure a Milano e in altre città italiane. L’emergenza sanitaria ed economica sta colpendo duramente anche i commercianti.
Alcuni imprenditori scelgono di chiudere essendo imposta la chiusura alle ore 18 come prescritto dal decreto di De Luca poi Conte ha firmato un ennesimo DPCM lo scorso 24 ottobre.
Conte in conferenza ha rivelato l’innalzamento della curva dell’epidemia.
L’intenzione del governo è però scongiurare una seconda chiusura totale come bar lo scorso marzo.
I bar e i ristoranti devono come prescritto dal decreto chiudere alle ore 18. Continuano ad essere chiuse le discoteche ma non i musei. Il telelavoro o smart working è quindi incentivato.
Giuseppe Conte però nella conferenza stampa con cui annuncia questi provvedimenti restrittivi sottolinea come aborra la parola coprifuoco, usata in periodo di guerra.
Soffermandosi sull aumento delle diseguaglianze che si aggiungono a quelle esistenti annunciando benefici, contributi a fondo perduto per le attività e i lavoratori colpite da queste restrizioni.
Questi aiuti arriveranno direttamente sui conti correnti . Purtroppo però i ristoratori e i commercianti sono esasperati da queste misure e rivelano scelte sbagliate del governo e della regione.
A Cava in centinaio in protesta come scrive salernonotizie.it.

Valeria Civale

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