Questa sera su Rai 3 torna “Le Ragazze”. Storie di donne incredibili tra passato e presente

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Questa sera tornano Le Ragazze con le nuove puntate su Rai3. Appuntamento alle 21:20. Nuove storie di vita, donne che sono state ventenni negli anni ’40, ’50, ’60, ’70, ’80, ’90 o giovani di oggi che grazie al loro sguardo illuminano eventi della nostra storia recente. Il microcosmo di ogni singola donna, famosa o comune che sia, conosciuto anche attraverso le foto private di famiglia, si allarga ad un piano più ampio, quello del contesto storico in cui si è trovata a vivere e degli eventi che l’hanno sfiorata o che ha vissuto da protagonista. Ogni epoca rivive anche attraverso il prezioso repertorio delle Teche Rai e di una colonna sonora costruita ad hoc per ciascun decennio.

Ad aprire la seconda puntata sarà Anna Maria Novaretti, classe 1928 di Calosso, ex centralinista della Stipel, società telefonica piemontese che operò tra gli anni ‘20 e gli anni ’60, prima di fondersi con la Sip. Un pezzo di storia della telefonia italiana, attraverso la testimonianza di una delle giovanissime impiegate, cui fu affidato il compito di mettere in comunicazione – per la prima volta – persone lontane tra loro, diventate il simbolo di un periodo storico.

Seguono due Ragazze degli anni ‘60. La prima è Viviana Vazza, sopravvissuta al disastro del Vajont del 9 ottobre 1963, quando la frana del monte Toc fece esondare il lago artificiale formato dalla diga sul fiume Vajont, causando la morte di oltre 2000 persone. Viviana aveva 16 anni, si trovava in collegio a Belluno e nel disastro perse padre, madre e due fratelli. La sua storia si intreccia con quella di Giacinta Francione, cresciuta nei sassi di Matera, in una stalla senza acqua corrente, senza bagno, senza finestre, con la porta di ingresso come unica fonte di luce. Un ricco repertorio degli archivi Rai correda queste due straordinarie incursioni nella nostra storia recente.

Dopo di loro ci si addentra negli anni Ottanta. A raccontarli saranno la virologa Ilaria Capua, nota per i suoi recenti e puntuali interventi sulla pandemia causata dal Covid-19, che proprio negli anni ’80 si è formata, laureata in Veterinaria e ha poi deciso di diventare ricercatrice. Seguiremo tutta la sua storia e anche la terribile vicenda che l’ha vista ingiustamente accusata di essere una trafficante di virus e vaccini. L’altra Ragazza degli anni ’80 è Barbara Boncompagni, figlia di Gianni Boncompagni, che dopo l’abbandono della moglie si occupò da solo di lei e delle sue sorelle, per molto tempo aiutato da Raffaella Carrà che all’epoca era la sua compagna nella vita e nel lavoro. Giovanissima, Barbara ha iniziato a lavorare nel mondo dello spettacolo passando poi dietro alle telecamere per scrivere programmi televisivi di successo.

In chiusura il toccante racconto della giovane Alessandra Clemente, oggi Assessore alle Politiche Giovanili di Napoli, che a 10 anni ha perso la mamma uccisa davanti ai suoi occhi dalla camorra.

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