Paura del Covid, in tanti a pregare al Santuario di Vallepietra

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    SUBIACO La fede e la devozione per sconfiggere il Covid e al Santuario della Trinità a Vallepietra è boom di fedeli. Oltre 100 mila persone sono andati in pellegrinaggio sul Monte Autore a 1400 metri di altitudine, dove c’è la chiesa con l’immagine della Trinità. «Anche se a causa del lockdown dice Don Alberto Ponzi, rettore del luogo di culto abbiamo aperto solo il 15 giugno c’è stato un notevole afflusso e la stragrande maggioranza dei pellegrini invocava la Trinità di far terminare questa epidemia che sta mettendo a dura prova le persone».
    Un risveglio della fede per le pesanti ripercussioni non solo economiche ma anche di comportamento che stanno mettendo in crisi la Comunità, oppure, solo il bisogno di pregare. «Un po’ tutte e due le situazioni dice Don Alberto la gente è esausta e cerca di uscire da questo isolamento in cui è finita e ritrovare le certezze di una vita tranquilla».
    L’EREMO
    Sono arrivati a migliaia in questo eremo montano, che si trova sulla catena dei monti Simbruini nel territorio del Comune di Vallepietra, vicino Subiaco, nella Valle dell’Aniene. La Trinità di Vallepietra per molti è un rifugio interiore importante. E per superare la grande ansia del contagio e della paura sono arrivati da tutta Italia. «Durante la stagione invernale il Santuario è chiuso perché nevica ed è molto freddo dice Paolo De Santis di Vallepietra ma a marzo con lo scoppio dell’epidemia siamo andati lo stesso per pregare la Trinità e nostro Signore perché ponga fine a questo autentico flagello».
    LA CONFRATERNITA
    La Confraternita di Subiaco è andata più volte: «Siamo andati sempre con piccoli gruppi per rispettare il contingentamento delle presenze racconta Flavio abbiamo pregato ai piedi dell’immagine della Trinità nella chiesa superiore implorando Dio che ponga fine a questo virus che sta stravolgendo la vita di tutti i giorni creando paura ed ansia». Sono arrivati anche da fuori provincia, da Pietraforte, vicino Rieti: «Abbiamo una Compagnia della Trinità – racconta Isidoro Anialli – e quando con il lockdown non ci si poteva spostare fuori provincia, siamo andati a pregare la Trinità in un monastero vicino casa. Ma quando il 15 giugno ha riaperto il Santuario, abbiamo organizzato diversi pellegrinaggi».
    C’è chi è partito dall’Abruzzo per pregare in alta montagna: «Alla Trinità andiamo ogni anno fa sapere Mauro Iacuitti di Carsoli ma questa estate e anche in autunno sono andato più volte e ho implorato in ginocchio che ci liberasse da questo virus». E per sconfiggere il Covid sono arrivati anche da Bergamo dopo aver percorso in auto 740 km: «Siamo scesi in ottanta e ci siamo fermati tre giorni a pregare ed ora per la chiusura del Santuario del 2 novembre, scenderemo in 61 sempre con le famiglie e sempre per tre giorni racconta il bergamasco Massimo Acerbi siamo venuti a chiedere perdono a nostro Signore e poi a chiedere alla Trinità che ci liberi da questo Covid che ha portato morte e tristezza anche tra di noi. Nel nostro gruppo c’è gente che ha perso il genitore, il cugino, uno zio. Siamo molto attaccati al Santuario di Vallepietra. E torneremo il 2 novembre a implorare una grazia per sconfiggere l’epidemia».
    LA CHIUSURA
    La chiusura della Chiesa per il periodo invernale ci sarà il 2 novembre ma senza cerimonie particolari. «Una semplice messa – conclude Don Alberto – e appuntamento al 1° maggio del prossimo anno per la riapertura».
    Antonio Scattoni

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