Ospedali polemiche per la riorganizzazione con chiusura ospedali da Vico Equense a Torre del Greco.

Francesca Mari su Il Mattino di oggi torna a parlare del problema ospedali in questa zona della Campania
Non si placano le tensioni per la riorganizzazione degli ospedali dell’Asl Napoli 3 Sud e la chiusura di pronto soccorso e reparti tra Vesuviano, Monti Lattari e penisola sorrentina per fronteggiare l’emergenza. Protesta a Vico Equense, dove è stato chiuso il pronto soccorso dell’ospedale «De Luca e Rossano» per mandare medici al Covid Hospital di Boscotrecase, saturo di ricoveri con 80 pazienti di cui 4 in terapia intensiva, e a corto di personale perché ci sono diversi positivi tra medici e infermieri. Qui, nelle ultime ore, sono arrivati quattro medici e dieci infermieri, ma da quanto riferiscono voci interne c’è bisogno di altre unità e, soprattutto, di risorse specializzate in terapia intensiva e sub intensiva. I medici arrivati a dare man forte, infatti, stanno facendo affiancamento e, visto l’aumento dei posti letto – sono in atto i lavori nell’area grezza dell’ospedale – il nosocomio necessità di altri dipendenti. Si torna a morire, inoltre, anche perché i pazienti si aggravano in poco tempo. Ieri è deceduto un fotografo 57enne di Saviano, che dal reparto di pneumologia è stato trasferito in terapia intensiva dove è poi mancato. Anche l’ospedale Maresca di Torre del Greco, il cui vecchio padiglione con il pronto soccorso è stato riconvertito in Covid, scoppia: già occupati i 28 posti di cui 10 al piano terra e 18 al secondo piano, nell’Uoc di Medicina Generale.
LA PETIZIONE
A Vico Equense, per la chiusura del pronto soccorso molto contestata dai sindaci della penisola sorrentina vista l’ampia area di utenza, è partita una petizione popolare contro la decisione della dirigenza Asl e sono già state raccolte duemila firme. Nell’appello si sottolinea come la chiusura del nosocomio rappresenti un grave stop alle esigenze di prevenzione e tutela sanitaria dell’area, oltre che una minaccia per l’attività dell’ospedale che rischia la chiusura. Così si invita il presidente Vincenzo De Luca a revocare la decisione. Inoltre, i consiglieri comunali Rossella Staiano e Ciro Maffucci, hanno fatto partire una campagna di reclutamento di medici e personale sanitario, disposti a lavorare in pronto soccorso per occuparsi di Medicina d’urgenza. «Reputiamo opportuno- scrivono – che si debba potenziare il ruolo del territorio e della Medicina Generale anche per le emergenze minori. Chi voglia aderire scriva a emergenzamedicips@gmail.com». Anche a Gragnano i sindaci dei Monti Lattari hanno espresso il proprio dissenso contro la chiusura del reparto di Medicina dell’ospedale, sempre per far fronte all’emergenza Covid. «Un momento in cui l’unico presidio di riferimento per i Monti Lattari – dicono – andrebbe potenziato e non svuotato». Intanto, sembra sempre più reale l’ipotesi di utilizzare come ennesimo presidio Covid l’ospedale «Apicella» di Pollena Trocchia, fermo da marzo e svuotato di ricoveri.

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