Napoli: è boom di occupazioni. Trecento nuovi abusivi

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Napoli: trecento nuove occupazioni come riporta un articolo del Mattino. Solo ieri cinque persone che hanno assaltato la casa sono andate ad autodenunciarsi nella speranza di ottenere prima o poi una regolarizzazione. In epoca Covid, complici la sanatoria regionale e il blocco degli sgomberi, l’esercito degli abusivi è tornato all’assalto degli appartamenti degli enti pubblici, Acer (ex Iacp) e Comune di Napoli: i dati che confluiscono all’ufficio casa dimostrano che la legalità su questo fronte è veramente un optional.

Molti illegali degli alloggi sono stati individuati dai vigili dell’unità operativa tutela patrimonio guidati dal capitano Gaetano Vassallo, altri si sono autodenunciati nella speranza di poter poi regolarizzare l’abuso. C’è chi ha occupato per presidiare il territorio per conto dei clan, ma anche chi si è deciso all’assalto spinto dalla necessità. Chi ha perso il lavoro sa che difficilmente riuscirà a garantirsi a lungo un tetto. Le storie sono tante, molte disperate. Negli uffici del Comune si è presentata qualche giorno fa una donna. «Fino a qualche settimana fa facevo la badante di un’anziana ha raccontato – poi la signora è morta e io sono tornata dai miei genitori. Ho dovuto confessare di essere incinta e sono stata cacciata. Che dovevo fare? Sono tornata nella casa della morta e mi ci sono sistemata».

Gran parte delle occupazioni, però, si registra nelle case appena lasciate libere da chi ha ottenuto l’assegnazione di un tetto. Le abitazioni del rione De Gasperi di Ponticelli, ad esempio, sono state svuotate dal Comune negli anni scorsi. Erano state giudicate insalubri e gli assegnatari (ma anche occupanti abusivi regolarizzati nelle cinque successive sanatorie regionali) sono stati trasferiti negli alloggi realizzati dall’Acer nel complesso di via De Meis. Le palazzine svuotate sono già state occupate da un centinaio di famiglie. Stessa storia al Parco Evangelico, sgomberato e nuovamente occupato. Ma qui i gruppi di illegali sono molti di meno: una ventina.

Fino a dicembre sono fermi gli sgomberi, i vigili intervengono solo su richiesta della magistratura e quindi chi sfonda un uscio ha un po’ di tempo per organizzarsi. Il sospetto, oggi come ieri, è che molte occupazioni siano guidate: in ogni quartiere di edilizia popolare ci sono intermediari, spesso legati alla malavita, che , individuati gli appartamenti lasciati liberi, magari anche solo per qualche giorno, li rivendono a chi aspetta a conquistarsi un tetto. Un business fruttuoso visto che, come hanno raccontato anche diversi pentiti della camorra, una casa del Comune o dell’Acer può fruttare anche trentamila euro.

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