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Napoli. CASA DELLA MUSICA – PALAPARTENOPE. “IO DISERTO Morire per la patria, morire per niente” di Antonio Mocciola

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    Segnalazione di Maurizio Vitiello – “IO DISERTO Morire per la patria, morire per niente” di Antonio Mocciola alla CASA DELLA MUSICA – PALAPARTENOPE, dal 15 al 16.10.2020.

     

    Anteprima Nazionale

    DAL 15 AL 16 OTTOBRE 2020, ore 21

    CASA DELLA MUSICA – PALAPARTENOPE

    Via Barbagallo 115 – Napoli

    IO DISERTO

    Morire per la patria, morire per niente

    di Antonio Mocciola

    con Alfonso D’Auria e Vincenzo Coppola

    Regia Diego Sommaripa

     

    Spettacolo inserito nella rassegna teatrale “Controvento – Il teatro dei talenti under 35”

     

    Un disertore di umili origini e un interventista intellettuale nella stessa trincea: una favola, un falso storico, un’occasione per rileggere una pagina remota della nostra storia, della prima guerra mondiale, di un’amara vittoria. Sulle note dal vivo delle proibitissime canzoni di trincea, si consuma la snervante attesa di due giovani vite.

    Nella stessa trincea, durante la Prima Guerra Mondiale, troviamo un disertore obiettore di coscienza (ispirato alla figura realmente esistita di Bruno Misefari, autore del “Diario di un disertore”) nonché appassionato chitarrista (interpretato da Alfonso D’Auria), e un giovane poeta convinto interventista, Giuseppe Ungaretti (interpretato da Vincenzo Coppola). Ad accomunarli, la paura di morire, una giovinezza precaria, l’amore per l’arte. Tra canzoni rarissime e all’epoca proibite, ripescate per l’occasione con un approfondito lavoro filologico, Antonio Mocciola disegna un piccolo affresco di vita spicciola, e allo stesso tempo universale, e con la regia di Diego Sommaripa racconta gli umori e gli odori di una notte lunghissima di veglia inquieta, il dramma e la speranza di una vita (come di mille vite) nel nome di una Patria da alcuni troppo amata, da altri troppo poco. Alla ricerca di un senso identitario ancora oggi tutto da decifrare. Sullo sfondo, l’Italia che cambia, tra terremoti dagli aiuti ritardati (quello dello Stretto di Messina del 1909, così simile a quello – 100 anni esatti dopo – de L’Aquila), l’ascesa irresistibile del giovane Mussolini, le trame della Banca di Roma e di Giolitti, i primi fermenti futuristi. Vale la pena parlare, e rappresentare, un momento storico rimasto nell’ombra, occultato dai temi della Seconda Guerra, più mediatica, più globale, in qualche modo già più “social”. E invece, in quegli anni, si spargevano i semi della futura deriva totalitaria che tanto avrebbe condizionato la nostra vita. Uno spettacolo dedicato a chi ebbe il coraggio di dire “no” (pacifisti, altro che disertori) in tempi inquieti e dolorosi.

     

    Note di regia

    Mi sono ritrovato tra le mani una vicenda dall’altissimo coefficiente di fascino – uno spettacolo scritto di Antonio Mocciola che ha riscoperto con minuzia di particolari i vecchi canti dei disertori e li mescola in modo ritmato in un flash di un falso contesto storico. Troviamo in trincea un disertore e Giuseppe Ungaretti in un vero e proprio falso (d’autore). Non potevo che utilizzare un linguaggio di estrema verità montando lo spettacolo come una cronistoria raccontata da due giornalisti che all’occorrenza diventano anche interpreti stessi della vicenda. Tra l’in e l’out, il vero ed il falso, il sogno e la realtà, la musica e la prosa. Scivolano così 55 minuti di battaglia a colpi di drammaturgia, versi e momenti onirici. In scena Alfonso D’Auria e Vincenzo Coppola, due affiatati attori che danno corpo voce e anima a Furio Sbarnemi e Giuseppe Ungaretti. Oggi andare in scena è un atto di resistenza estrema Siamo un po’ tutti dei disertori noi artisti, in un sistema che non riesce a trovare soluzioni per il nostro amato teatro In un momento così delicato. Noi non alziamo bandiera bianca.

    (Diego Sommaripa)

     

    Info:

    081 5700008

    www.palapartenope.it

     

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