Meta / Vico . Scomparsa di Luigi Celentano la madre “Nel video in un bar di Modena”

Meta / Vico . Scomparsa di Luigi Celentano la madre “Nel video in un bar di Modena”  . Si continua  a parlare di Gigino “Wi Fi” il ragazzo che frequentava Piano di Sorrento, originario di Meta e Vico Equense, dove aveva i parenti ed è stato visto l’ultima volta. Oggi ne parla anche il Mattino di Napoli principale quotidiano della Campania  . La mamma lo ha riconosciuto dal video, ma non lo ha icontrato.  Domani il caso di Gigino Wi Fi su Chi l’Ha Visto riportiamo  il pezzo di Ilenia De Rosa
Ilenia De Rosa
«È entrato in un bar nella zona di Modena, per un caffè. Ho visto il video e l’ho riconosciuto: era lui, ne sono certa». Fulvia Ruggiero non ha dubbi: nel filmato che ha visionato c’era suo figlio, Luigi Celentano. Sul giallo del giovane di Meta, scomparso da oltre tre anni, forse ci sono novità. A contattare la signora, che adesso vive in provincia di Caserta, è stata la redazione della trasmissione televisiva «Chi l’ha visto?», dopo aver ricevuto una segnalazione: il titolare di un bar avrebbe incontrato un ragazzo somigliante a Luigi detto wi-fi. Durante la puntata di stasera verrà trattato il caso. Intanto Fulvia non nasconde la sua gioia. «Sapere che sta bene per me è un grande sollievo – racconta – Sono più di tre anni che non ho sue notizie. Ma ora sono certa che è vivo. L’ho riconosciuto dal modo in cui era vestito, da come camminava, dagli atteggiamenti». Il ragazzo è scomparso il 12 febbraio del 2017, quando aveva 18 anni: in tutto questo periodo del giovane dagli occhi chiari e i capelli ossigenati nessuna notizia concreta. Adesso la prima credibile segnalazione. Luigi sarebbe entrato in un bar nella zona di Modena, scendendo da un’auto targata Milano. «A questo punto credo che viva al Nord. Se è così, sono certa che non tornerà mai più in Campania».
LA SPERANZA
Luigi, secondo i racconti della madre, «veniva bullizzato per i suoi atteggiamenti effeminati. Lo prendevano in giro perché portava la borsetta. Una volta venne aggredito e tornò a casa con il cellulare spaccato». La donna però non nasconde i problemi familiari. «In quel periodo vivevo con un uomo che maltrattava sia me che mio figlio. Capisco che Luigi abbia sentito l’esigenza di allontanarsi. Anche io dopo un po’ ho trovato la forza di lasciare quell’uomo. Adesso ho un nuovo compagno». Fulvia ha 49 anni, è riuscita a rifarsi una vita. Ma il puzzle è incompleto. Manca il pezzo più importante: suo figlio. «Ho la sensazione che Luigi stia bene ma che non voglia dare sue notizie. Ovviamente da madre mi piacerebbe riabbracciarlo, però mi basta anche solo sapere che è vivo e sta bene». Cosa sarà davvero accaduto la notte del 12 febbraio? Gli elementi di certezza sono pochi: Luigi è uscito di casa alle due di notte e nei pressi di Vico Equense è stato fermato da una pattuglia delle forze dell’ordine a cui ha spiegato che stava andando a pescare. In realtà si è poi recato a casa dello zio Franco, nella zona collinare di Vico Equense. «Portami via, se resto qui mi uccidono, mi vogliono morto», avrebbe detto al fratello del padre. Poi è tornato in strada, facendo perdere definitivamente le proprie tracce. In questi anni le forze dell’ordine e i volontari della protezione civile, coordinati dalla prefettura di Napoli, hanno scandagliato ogni angolo della costiera nella speranza di trovare Luigi. Da Bonea, frazione dove risiede lo zio e dove Luigi è stato visto per l’ultima volta, fino alla zona del ponte di Seiano, luogo prediletto per i suicidi. I carabinieri hanno cercato anche nei centri d’accoglienza, mense, stazioni e luoghi di ritrovo anche a Napoli e dintorni, dove alcune persone avevano riferito di aver visto il ragazzo. Ma nulla di concreto è emerso.

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