L’intervista al sindaco di Torre del Greco: “Picco in città, ma tutti asintomatici. Chiudere sarebbe una bomba sociale”

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L’intervista al sindaco di Torre del Greco: “Picco in città, ma tutti asintomatici. Chiudere sarebbe una bomba sociale”.

L'intervista al sindaco di Torre del Greco: "Picco in città, ma tutti asintomatici. Chiudere sarebbe una bomba sociale"

Nel corso della serata di ieri, sabato 24 ottobre 2020, Positanonews ha intervistato il sindaco di Torre del Greco, il dott. Giovanni Palomba, il quale ci ha esposto la situazione Covid nella città da lui amministrata.

«Noi abbiamo avuto un picco nei giorni scorsi di 43 casi, sempre asintomatici. Purtroppo, stamattina ho avuto un morto, un medico di base, e questo ci ha rattristato tantissimo. Sono stato presente al momento della benedizione della bara: c’erano tutti i medici dell’Asl a ricordare questo dottore che in pochi giorni ha preso questa malattia ed è andato via – ha detto il primo cittadino di Torre del Greco -. La preoccupazione è tanta, tantissima. Ogni sera io do, ma penso come tutti i Comuni, i dati. In particolar modo sono asintomatici, ma comunque sono dati che noi stiamo dando».

«Per quanto riguarda gli ospedali, io capisco e comprendo. Purtroppo c’è poco da fare, noi dobbiamo seguire quelle che sono le regole che dall’Autorità Sanitaria Superiore. Abbiamo perso momentaneamente l’ospedale, anche se comunque una parte dell’ospedale viene portata avanti da quelle che sono le degenze normali».

Per quanto riguarda la possibile quarantena, ha affermato: «Noi proprio ieri, sindaci vesuviani Portici, Ecolano, San Giorgio, Torre del Greco, San Sebastiano, Volla, abbiamo mandato un documento ai due presidenti del Consiglio e De Luca. Assieme capiamo le difficoltà, che loro vivono in prima persona e anche noi come sindaci, però riteniamo che il problema di chiudere completamente le città e le regioni sia problematico, soprattutto per le attività commerciali. Chiudere le attività commerciali e chiudere quello che è il sostegno alle famiglie che già vivono di per sé momenti di difficoltà, ma già da prima del Covid, sia praticamente una bomba sociale. Il problema non è, io lo dico sempre, il problema di una città, di una provincia, di una regione, di uno Stato. Europa e Mondo devono cercare di capire che si tratta di problemi seri. Quella di ieri sera a Napoli era una manifestazione, almeno per quanto avevo capito, in forma di attività commerciali. Poi qualcuno ci ha messo lo zampino dentro ed è successo quello che è successo. La cosa più triste è vedere che un giornalista deve correre per difendersi da pazzi scatenati».

«Io immagino il momento in cui vive il Presidente De Luca. So che, almeno dalle informazioni, si hanno problemi anche con le ambulanze, che hanno problemi a portare i malati negli ospedali. Quindi, noi la vediamo in un modo, io sindaco la sto vedendo nella mia città, ma non solo, in un modo certamente difficile, siamo preoccupatissimi. Io immagino un presidente della Regione. Io spero ci sia un momento per far riflettere tutti», ha concluso.

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