Le bellezze di Positano e Cetara in “Comete”, l’ultimo singolo dei “Costiera”

I  Costiera sono Francesco, Rocco e Alfonso, vengono dalla Campania e si affacciano sulla Costiera Amalfitana dove scrivono canzoni insieme praticamente da sempre. Il 30 maggio scorso è uscito “Shangai”, il loro primo singolo, con la produzione artistica di Andrea Suriani e prodotti dall’etichetta Futura Dischi. Il pezzo ha subito girato tra pubblico e addetti ai lavori entrando all’ottavo  posto della Virla50 e nella Indie Italia di Spotify in meno di una settimana; raggiungendo le 150 mila play in un paio di mesi.

“Comete”, invece, è l’ultima canzone rilasciata dalla band che è stata scelta dalla Sony. Il trio ritorna così in scena mettendo in note le bellezze di Positano e di Cetara. Vediamo cosa racconta Andrea Picariello per La Città di Salerno

La scarsa fiducia verso i frutti degli alberi piantati sul proprio territorio fa parte del dna di un po’ tutti gli italiani. La classica erba che, dal vicino, assume una tonalità di verde più viva della propria. Eppure nella nostra erba ci sono delle sfumature uniche, bellissime, che nessun altro ha e che andrebbero valorizzate. Francesco, Rocco e Alfonso sono tre steli d’erba unici, che una volta bagnati di rugiada sanno meravigliare con giochi di luce spettacolari. Loro tre, in realtà, sanno stupire principalmente con le loro canzoni, così colme di ricordi e nostalgia, tra profumi d’infanzia e pura sregolatezza adolescenziale. I tre ragazzi sono un frutto prelibato della Costiera Amalfitana, che ispira anche il nome della loro band , appunto, Costiera. Venerdì hanno rilasciato un nuovissimo singolo, “Comete”, fuori con Futura Dischi e distribuito dalla nota major Sony Music Italy, che li ha messi ai primi posti tra le formazioni salernitane, e in generale campane, più interessanti e ricche di contenuti. Attraverso sonorità pop fresche e all’avanguardia, che concedono qualche passo di danza sul posto – considerando i tempi, sarebbe anche meglio così – i tre raccontano di Positano, la cui magnificenza riesce a far ritornare la luce negli occhi spenti dal grigio cielo milanese, e dei fuochi di Cetara, indelebili nella memoria e che lasciano una scia, come le stelle che brillano lì in alto. Nella storia che racconta “Comete” c’è quella di due giovani innamorati, che sulla pelle morbida portano i segni ancora freschi di un’adolescenza ancora da scrivere con la penna rossa su un foglio bianco, tra i banchi di scuola, le insegnanti che decantano antiche opere, e la promessa di sfrecciare sul motorino nei pomeriggi di una primavera insolitamente calda, lontano dagli obblighi imposti dal mondo adulto, ancora troppo lontano per essere preso sul serio. La romantica nostalgia dei Costiera fa venir voglia di correre forte, come il vento, come i due protagonisti del brano, e rivivere quella spensieratezza portata via dalla furia degli anni, che non hanno mai concesso sconti a nessuno, per poi ritrovarsi sotto alle stelle, con le sigarette tra le mani e la brezza del vento che soffia dal mare ad accarezzare le guance.

“Comete” è la conferma di un percorso già intrapreso da qualche anno, che ha visto la formazione campana toccare vette importanti con il disco “Rincorsa”, pubblicato nel 2018, che al suo interno conteneva brani di grande pregio come “Karaoke”: note freschissime che decantano di una fila interminabile per accedere a un infimo locale in cui si tiene un karaoke, tra voci stonate e basi distorte scaricate abusivamente da YouTube, e il pensiero che, forse, c’è ancora tempo per scappare via. Il singolo che ha dato vita al progetto, dopo l’apripista “Shangai”, è però “Mai stati in Serie A”, delicata e imperdibile ballata elettronica dedicata alla vita di periferia, quella che molto spesso trova spazio nei brani dei Costiera. Una vita trascorsa senza la Feltrinelli, senza l’università, senza i “locali giusti”, e il desiderio impellente di volare altrove. Dopo questo primo biglietto da visita, rappresentato dall’album “Rincorsa”, sono arrivati altri singoli, come “Fuoripista”, in coppia con Clrn, e “Cane Nero”, altro inno generazionale rilasciato nei primi mesi in cui il Covid- 19 ha stravolto l’esistenza di ognuno. Già segnalati da importanti testate di settore, oltre che da Mtv Italia, i tre sono pronti a farsi scoprire anche nel proprio “giardino”, dove l’erba può essere bella anche se non verde e convenzionale come quella del vicino.

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