Il restauro della Deposizione del Pio Monte

Il restauro della tela dell’artista Deposizione di Cristo collocata nella cappella del Pio Monte della Misericordia sull’altare dedicato all’opera di misericordia seppellire i defunti, in occasione della mostra Luca Giordano. Dalla Natura alla Pittura (8 ottobre 2020 – 10 gennaio 2021) a cura di Stefano Causa e Patrizia Piscitello.

Il restauro è accompagnato da una campagna diagnostica realizzata per valutare lo stato di conservazione del dipinto e per studiare la tecnica esecutiva e i materiali impiegati.

Luca Giordano  (Napoli, 1634 – 1705) Deposizione di Cristo, 1671 Firmato e datato: Jordanus f. 1671 olio su tela, cm 300 x 210  Napoli, Chiesa del Pio Monte della Misericordia

Restauro

Bruno Arciprete

con la collaborazione di Angela Cristofaro  e Massimo Arciprete

con la direzione di Angela Cerasuolo (Museo e Real Bosco di Capodimonte)

Alta sorveglianza

Soprintendenza Abap per il Comune di Napoli

Conservatore del Pio Monte della Misericordia

Loredana Gazzara

Indagini

Beatrice De Ruggieri e Matteo Positano

(Emmebi Diagnostica Artistica)

La Deposizione eseguita per il Pio Monte della Misericordia da Luca Giordano nel 1671 – firma e data poste sulla pietra in basso a destra (Jordanus f. 1671) – è una grande tela che misura cm 300×210.

La tela, pagata 200 ducati, fu commissionata al pittore napoletano dopo la costruzione della nuova cappella del Pio Monte della Misericordia, per sostituire il dipinto con lo stesso soggetto di Giovanni Baglione.

È collocata sull’altare dedicato all’opera di misericordia seppellire i defunti.

 

Giordano qui rielabora la lezione di Rubens, Pietro da Cortona e della pittura neoveneta, verso soluzioni più luminose e ariose, mutando in tal senso il corso della pittura napoletana in chiave barocca.

Al tempo stesso Giordano appare in consapevole dialogo con la grande tela di Caravaggio posta sull’altare maggiore della cappella, Le sette opere di Misericordia, opera capitale con cui non poteva mancare di misurarsi.

L’ultimo restauro, infatti, ha restituito le cromie profonde e drammatiche e l’intenso chiaroscuro che evidenziano un marcato rapporto con la tela di Caravaggio, mentre le modifiche rivelate dalle indagini mostrano la ricerca di una composizione improntata ad una solennità maestosa e composta, ottenuta mitigando le componenti decorative.

Opera monumentale per dimensione e composizione, la Deposizione conferma la varietà di registri espressivi e le capacità tecniche e creative che fanno di Giordano il grande protagonista della pittura barocca napoletana.

Il dipinto, già foderato, probabilmente negli anni sessanta dello scorso secolo, si presentava ricoperto da spesse stesure di vernice ossidata, divenuta scura; vernice che appiattiva i piani prospettici della composizione e falsava la lettura della cromia originale.

Già alla prima indagine visiva sono risultati evidenti i danni prodotti da una o più  drastiche puliture condotte in passato sulla superficie dell’opera.

Maggiormente danneggiate le campiture scure, zone eseguite con stesure di colore meno corposo e quindi più facilmente deteriorabili.

In particolare avevano sofferto le aree relative alla testa del Cristo e alle donne emergenti dal fondale, brani sapientemente realizzati con una stesura di colore “liquido” e pochi tocchi di luce.

La pulitura della Deposizione di Cristo ha restituito brillantezza alla cromia rendendo leggibili l’articolazione dei piani e le complesse elaborazioni materiche, caratterizzate da stesure magistralmente eseguite con impasti cromatici apprezzabili ora nel notevole rilievo tracciato dal ductus delle pennellate.

Il restauro è accompagnato da una campagna diagnostica realizzata per valutare lo stato di conservazione del dipinto e per studiare la tecnica esecutiva e i materiali impiegati.

Le indagini di imaging multispettrale hanno evidenziato numerose modifiche che testimoniano come Giordano abbia messo a punto gli equilibri compositivi in corso d’opera.

Sulla base di una precisa impostazione delle figure, il pittore modifica anche più volte la posizione delle teste, in particolare quella della Maddalena che, in un primo momento, era chinata nell’atto di baciare i piedi del Cristo.

La cancellazione del personaggio accanto alla Madonna, unitamente allo spostamento delle teste di Cristo e del personaggio che ne trasporta il corpo, conferiscono una maggiore ariosità alla composizione.

In primo piano, dietro al martello, era stata dipinta una brocca, poi ricoperta dalle stesure della lastra tombale.

Deposizione di CristoLuca Giordano – Deposizione di Cristo – Prima del Restauro

 

Luca Giordano – Deposizione di Cristo – Dopo il Restauro

Restauro

Bruno Arciprete

con la collaborazione di Angela Cristofaro  e Massimo Arciprete

con la direzione di Angela Cerasuolo (Museo e Real Bosco di Capodimonte)

Alta sorveglianza

Soprintendenza Abap per il Comune di Napoli

Conservatore del Pio Monte della Misericordia

Loredana Gazzara

Indagini

Beatrice De Ruggieri e Matteo Positano

(Emmebi Diagnostica Artistica)

 

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