Europa League: Roma spenta è distratta contro il Cska Sofia è un deludente 0-0

Ritmo basso, troppe scelte sbagliate negli ultimi trenta metri e pochi sprazzi per la squadra di Fonseca, che dopo il solito pesante turnover iniziale non è riuscita questa volta a cambiare l’inerzia della gara nel finale.

Fonseca: Siamo stati troppo lenti e poco aggressivi

«Ho fatto uscire Smalling perché non ha ancora i novanta minuti Ci manca un ds: è importante»

Per la prima volta il bielorusso Kulbakov dirige Roma e Cska Sofia. I giallorossi vanno in gol al 3’ con Smalling, ma l’azione è viziata da un fuorigioco di Mkhitaryan prima del cross. In off-side anche Zanev quando sbaglia di testa davanti a Pau Lopez (20’). Il corner da cui scaturisce l’occasione nasce però da un intervento irregolare di Mazikou su Bruno Peres. Segnalazione corretta degli assistenti pure in occasione della traversa di Mkhitaryan, in posizione regolare sul cucchiaio di Villar (33’). Qualche dubbio rimane, invece, sul fuorigioco fischiato a Mayoral al 42’: questione di millimetri, non c’è il Var, nessuna linea da tracciare così come per la posizione di Pedro, assistman per Dzeko (88’). Kulbakov dimentica tre gialli per Zanev, Yomov e Teles, ma è fiscale con Bruno Peres e Karsdorp. Errore grossolano all’84’, quando non concede il vantaggio sul contropiede degli ospiti.

Roma-Cska Sofia 0-0

è stato un brutto pareggio quello di ieri sera tra la Roma e il Cska Sofia. La squadra di Fonseca non è riuscita ad andare in gol ed è stata raramente pericolosa. Un passo indietro sul piano del gioco rispetto alla partita pareggiata lunedì scorso contro il Milan. Dopo la seconda giornata i giallorossi dividono ancora il primo posto in classifica nel girone A di Europa League con il Cluj. Questa volta il massiccio turn over imposto dal tecnico portoghese ha penalizzato la Roma e l’ingresso in campo di Dzeko nel finale non è bastato a sbloccare la partita come una settimana fa contro lo Young Boys. I 21 tiri e il 61 per cento di possesso palla non sono serviti a conquistare i tre punti, il Cska è stato più pericoloso, con Lopez decisivo nel finale.

POCA ROMA. Nell’Olimpico tornato malinconicamente vuoto per le restrizioni anti Covid, Smalling ha ritrovato la Roma dopo quasi tre mesi e ha preso subito il comando della difesa. Fonseca si è affidato ancora al turn over, con sei titolari inizialmente in panchina. Il tecnico portoghese ha confermato il 3-4-2-1, con Lopez in porta, Fazio e Kumbulla al fianco di Smalling, a centrocampo Villar e Cristante, quest’ultimo con la fascia di capitano. Davanti Carles Perez e Mkhitaryan alle spalle di Borja Mayoral. Il Cska Sofia veniva da una crisi tecnica che ha portato pochi giorni fa all’esonero di Belchev. In panchina è andato Morales, in attesa di una soluzione definitiva. I bulgari hanno evidenziato una buona organizzazione di gioco, con il 4-2-3-1 che ha portato Sowe ad essere pericoloso già due volte nei primi minuti. Villar nel primo tempo è stato tra i più attivi, lo spagnolo è cresciuto da quando è arrivato a Roma, ha dimostrato personalità. Ha dettato i tempi, ha cercato la conclusione da fuori area e ha inventato la migliore occasione della partita, quando ha mandato Mkhitaryan al tiro con un pallonetto. La conclusione al volo dell’armeno è finita sulla traversa.
Sulla sinistra Spinazzola ha spinto con la solita continuità, ma ha sbagliato spesso l’ultimo passaggio. Bruno Peres ha sofferto con Mazikou, terzino molto offensivo. Il Cska, che aveva perso la prima partita del girone contro il Cluj, è rimasto sempre in partita. La Roma ha mantenuto le distanze tra i reparti, ma ha faticato con il pressing nel recupero palla.

DZEKO NON BASTA. Nella ripresa Fonseca ha inserito Karsdorp e Pedro al posto di Spinazzola e Mkhitaryan, con Bruno Peres che è passato a sinistra. Al 5′ il Cska ha avuto una grandissima occasione, Sankharè ha schiacciato di testa da pochi passi e Lopez gli ha negato il gol, poi Antov ha sbagliato la ribattuta. Borja Mayoral ha avuto poche occasioni e quelle che ha avuto le ha sfruttate male. Lo spagnolo non può essere ancora considerato una valida alternativa a Dzeko. Sembra ancora fuori dagli schemi. La Roma ha continuato a non essere incisiva in attacco, neppure con l’ingresso di Pedro, che ha portato almeno un po’ di vivacità. Nella seconda parte della ripresa Fonseca ha inserito anche Dzeko e Pellegrini per provare a vincere la partita, ma poco prima Lopez aveva evitato il gol sulle conclusioni di Sowe e Yomov. Il centravanti ha avuto due occasioni che non è riuscito a sfruttare, clamorosa quella su cross di Pedro, con il pallone che andava solo spinto in rete. L’azzurro si è visto parare un tiro di Busatto. Resta poco da ricordare di questa deludente partita.

 

Fonseca: Siamo stati troppo lenti  e poco aggressivi

«Ho fatto uscire Smalling perché non ha ancora i novanta minuti Ci manca un ds: è importante»

Paradossalmente la cosa migliore è il risultato: lo 0-0 contro il Cska, abbinato al pareggio dell’altra partita del girone, sostiene su un piedistallo rassicurante la Roma in prospettiva della qualificazione. Resta tuttavia una brutta serata da analizzare, nella quale sono tornati a galla i limiti delle seconde linee. A Berna era andata bene perché Dzeko, Mkhitaryan e Veretout avevano cambiato il senso del copione, stavolta invece le sostituzioni del secondo tempo non sono bastate. Nessuno in Europa può permettersi otto-nove cambi di formazione senza pagare dazio. Paulo Fonseca ammette che la prestazione non è stata all’altezza: «C’è mancata l’intensità offensiva, eravamo lenti e poco aggressivi. Sono deluso, mi aspettavo di più. Ma in parte lo considero normale perché chi gioca meno non può avere il ritmo degli altri e con un turnover così radicale il rendimento collettivo si abbassa. Non abbiamo sottovalutato la partita. Purtroppo in questo periodo denso di partite non ho scelta, penso sia giusto fare così. Abbiamo fuori Diawara, Calafiori, ora anche Santon, Karsdorp ha giocato il secondo tempo con la febbre. E’ evidente che ci sia una differenza rispetto alla Roma che siamo abituati a vedere in campionato. Non è però giusto parlare di squadra A e squadra B. Siamo sempre lo stesso gruppo».

SU E GIù. Il rientro di Chris Smalling è stato positivo. Quando è uscito lui, la Roma ha rischiato di prendere gol: «Smalling si è allenato solo pochi giorni, ho preferito toglierlo, perché non aveva i novanta minuti nelle gambe. Vediamo come starà nei prossimi giorni per capire se schierarlo anche domenica». Borja Mayoral ha invece steccato anche il secondo esame: «E’ un ragazzo giovane, ha bisogno di tempo per adattarsi, avevo previsto qualche difficoltà per lui. Ma si sta impegnando, lavora molto per la squadra. Dzeko? Non posso farlo giocare sempre».

FIDUCIA. Parlando delle potenzialità della squadra, Fonseca non fissa traguardi ma ribadisce di avere fiducia nella sua Roma: «La squadra sta facendo bene, segna molti gol anche se stavolta non si è visto. Secondo me stiamo molto meglio rispetto all’inizio della scorsa stagione, sono convinto che possiamo fare un anno importante». Aspettando il direttore sportivo: «Sicuramente ci serve, è importante. Ma la società e la proprietà, che sono molto vicine alla squadra, lo sanno. E presto lo sceglieranno». I nomi e i dossier si accavallano: scartato il nigeriano Emenalo, che era un candidato forte, i Friedkin continuano a sondare il terreno e preparano in tempi relativamente rapidi l’annuncio.

INFORTUNIO. Intanto c’è un altro problema: Carles Perez è uscito con un fastidio alla coscia sinistra. A Fonseca ha detto di aver sentito una fitta al flessore. Nelle prossime ore verranno effettuati gli esami strumentali ma è difficile che possa essere a disposizione contro la Fiorentina. Comunque non avrebbe giocato. Spinazzola invece è uscito per scelta gestionale.

fonte:corrieredellosport

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