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Effetto Covid-19. Il pensiero della scrittrice Annavera Viva sul momento attuale.

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    Segnalazione di Maurizio Vitiello – Il pensiero della scrittrice Annavera Viva sul momento attuale.

    Paura effetto Covid: è in atto l’esaurimento, l’ultima fase dello stress, dopo la conoscenza e la resistenza

    Annavera Viva – “Dobbiamo reagire con ottimismo e resilienza contro l’influenza opportunista (come è stato definito scientificamente il Covid 19), vivere la natura e incentivare gli interessi personali, mentre le autorità dovrebbero essere di supporto contro lo smarrimento, ma pro fiducia, incoraggiata da cospicui aiuti economici alla popolazione”

    E’ un momento difficile per tutti, l’anno nero non è ancora finito e tra nuovi decreti, pareri di scienziati, comici cinici e personaggi dello spettacolo positivi e opinionisti, anche chi ha le difese più solide per contrastare attacchi, rischia di perdere l’equilibrio e soccombere all’emotività. Ognuno a suo modo con la componente soggettiva che caratterizza caso per caso, ma per tutti una modifica sgradevole alla quotidianità.

    Il nostro organismo in base all’ambiente circostante, valuta e organizza gli stimoli che ci colpiscono e sulla base delle loro caratteristiche genera lo stato fisiologico più adatto, in base alla situazione che dobbiamo fronteggiare. Una preparazione all’azione insomma, in risposta agli eventi che si verificano intorno a noi, elaborando la base per agire, anche sulla scorta delle esperienze passate. “Sebbene brutta quella che stiamo vivendo da alcuni mesi è comunque una esperienza unica – ha dichiarato la scrittrice e studiosa Annavera Vivabuona pratica per sopravvivere agli attacchi psicologici sarebbe reagire con ottimismo e senso pratico, immaginando la luce dopo il tunnel, reinventandosi per cercare di non soccombere economicamente, vivere la natura e incentivare le passioni personali come risorse da mettere in pratica, mentre il supporto delle autorità dovrebbe essere contro lo smarrimento, ma pro fiducia, aiutata da cospicui aiuti economici alla popolazione”.

    “Dal dissapore il comportamento verbale che rende note al prossimo le nostre emozioni. – ha continuato la Viva – Non possiamo negare che la componente emotiva che stiamo vivendo impatta sulle nostre vite, le reazioni sono il risultato dell’impossibilità a sintetizzare gli attacchi esterni trasformati in stress”. Problematiche tra l’altro che vengono percepite in maniera diversa da due persone, con reazioni differenti ed un adattamento al problema che permette di fronteggiarlo, come è accaduto alla stragrande maggioranza di popolazione che dopo la paura della prima ondata di infezione sta convivendo con il rischio al quale ha fatto l’abitudine, un allarme che si innesca quando il soggetto viene a conoscenza dell’esistenza di un evento stressante, che in seguito può diventare resistenza e poi esaurimento, ovvero ciò che va evitato prima che sia troppo tardi.

    “Non possiamo negare che è un clima teso che fa paura– ha aggiunto Annavera Viva – La stanchezza della gente, le difficoltà economiche e le organizzazioni criminali che fanno di ogni cosa motivo di lucro, hanno provocato esasperazione e poca ragionevolezza, come anche le mancanze di un governo che si rifiuta di dire chiaramente una verità. Nessun governo al mondo infatti è riuscito a mettere in atto misure che consentissero di vivere e contemporaneamente non infettarsi e nessun popolo al mondo, neanche tra i più civili e rispettosi delle regole, è riuscito in quest’impresa. Dunque, questo apri e chiudi è l’unica cosa che sia realisticamente possibile fare fino alla soluzione di questa terribile vicenda. Diciamo che, forse, invece d’impegnare risorse in un illusorio contenimento di un virus che si sa benissimo di non poter contenere se non con la chiusura, sarebbe stato meglio investirle nel sostegno della popolazione, in aiuti alle imprese e ai singoli cittadini, in vista dei necessari periodi di chiusura”.

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